Roma. La conferenza stampa di Grillo: “Rodotà era una garanzia”

Beppe Grillo (Getty Images)

E’ in corso la conferenza stampa a Testaccio di Roma di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle. Per la giornata di oggi i grillini hanno organizzato una giornata di mobilitazione contro quello che ieri il comico genovese ha definito “colpo di stato”: la rielezione a presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano.

Beppe Grillo ha esordito dicendo: “Sono appena arrivato da Udine. Il Friuli Venezia Giulia sarà la prima regione a 5 Stelle”. Il riferimento va alle elezioni regionali che si stanno svolgendo tra Udine e Trieste.

Sull’elezione del capo dello Stato Grillo ha detto: “Ieri sera abbiamo assistito a qualcosa di inconsueto: si sono riuniti 4 leader, Monti, Bersani, Berlusconi e Napolitano e hanno deciso di rinnovare il settennato” .

“Qui io mi aspettavo di trovare milioni di italiani” ha poi affermato Grillo, deluso per la mancata reazione, dopo gli eventi di ieri, di molti cittadini italiani.

Su Stefano Rodotà Grillo ha detto: “Rodotà sarebbe stato la garanzia di questo Paese. Invece scelgono di nuovo un presidente che garantisce il controllo sul potere giudiziario per salvare il culo a Berlusconi e al Pd per la storia del Monte dei Paschi di Siena”.

“Hanno rubato come gli usurai. Il programma rimane l’agenda Monti. Hanno già detto, hanno già deliberato” ha accusato il comico, e ancora: “Questo paese è finito. Chiudono migliaia di aziende mensilmente. Ma se c’è tutto questo disastro qua, perché c’è ancora gente che vota Berlusconi? Perché hanno paura”.

“Siamo partiti come un movimento che voleva spaccare tutto e siamo diventati una comunità”, queste le parole di Grillo sull’esperienza del Movimento 5 Stelle.

“Siamo in una guerra con delle maceria ancora più macerie di quelle del dopoguerra”, ha detto poi il leader paragonando la situazione economica attuale a quella del post Seconda Guerra Mondiale.

No alla violenza. Sulla rinuncia a partecipare alla manifestazione di ieri a Piazza Montecitorio, chiarisce: “Ieri sera potevo venire in piazza, ma avevo paura che la mia presenza potesse favorire la violenza. Io non voglio entrare in questi giri”. La sua, dice il comico, non voleva essere una “calata su Roma”, ma andare “per incontrarci e manifestare, non per fare cose violente”. E ammette di concordare con le parole di Stefano Rodotà, che ieri da Bari, ha sconfessato il comico genovese: “Il Parlamento è democrazia – ha detto il giurista- non mi sono mai piaciute la merce su Roma. Si dissente nelle sedi e nelle forme istituzionali”. Anzi, Grillo si riconosce il merito di “calmare gli animi” in questo momento di crisi del Paese: “C’è gente che mi dice andiamo a Roma, o fucile o niente. Dovreste ringraziarci perchè teniamo calma la gente. In Francia, in Grecia ci sono i nazisti, qui ci sono i grillini che hanno due palle così”.

L’Opa sui giovani del Pd. E si rivolge ai giovani del Pd, rilanciando il leitmotiv della fine della politica dei partiti: “Cosa dico ai giovani del Pd? Che la forma della politica attraverso i partiti è finita. Loro sono stati traditi dalla forma di dare la delega a qualcun altro. La delega la prendi tu”. E lancia “un’Opa” a chi vuole dialogare: “Rimanete nel Pd? Benissimo, ma le idee facciamole insieme”.

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