Grecia: il Parlamento approva licenziamenti di massa nel campo della pubblica amministrazione

Persone camminano davanti al Parlamento di Atene, in piazza Syntagma (LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images)

La Grecia, già in ginocchio per le pesantissime politiche di austerità praticate nel corso degli ultimi mesi sotto indicazione delle istituzioni europee che stanno rifinanziando il paese per evitare il default, dovrà fronteggiare nuovi e seri tagli al lavoro e agli stipendi. Lo ha deciso nel corso della notte il parlamento ellenico che, sotto la guida del governo di Antonis Samaras ha approvato un pacchetto di riforme che prevedi licenziamenti nel campo della pubblica amministrazione.

Le destituzioni di personale statale interesserà un totale di 15.000 lavoratori. 4.000 perderanno il loro posto nel corso del prossimo mese di maggio, mentre i restanti 11.000 saranno licenziati nell’anno in corso.

Antonis Manikatis, attuale ministro per le Riforme nel campo dell’amministrazione, ha fatto sapere i criteri che verranno utilizzati per attuare il licenziamento di massa. A venir mandati a casa per primi saranno, secondo il ministro, coloro che sono incorsi in provvedimenti disciplinari o risultano indagati per reati. In seconda battuta, a dover lasciare il proprio incarico per trovarsi nel limbo della disoccupazione saranno coloro che operano all’interno di enti sciolti o integrati ad altre strutture. Il governo punta anche sulla pratica delle cosiddette “dimissioni volontarie”, opzione che sarà posta al vaglio di coloro che attualmente si trovano in regime di cassa integrazione.

Il provvedimento approvato dal parlamento è stato concordato con le istituzioni dell’Unione Europea, della Bce e del Fondo Monetario Internazionale.

Ieri i greci sono tornati in piazza ad Atene per tentare di contrastare col dissenso l’ennesima riforma di austerità.

 

Redazione online