Emergenza rom: la Cassazione rigetta il ricorso del governo e dichiara illegittimi gli sgomberi

Bambina corre in un campo rom (getty images)

Nel 2008, successivamente ad alcuni episodi di cronaca nera come l’omicidio di Giovanna Reggiani, il governo Berlusconi aveva decretato l’inizio della cosiddetta “emergenza rom” ed aveva emanato un provvedimento con cui si autorizzavano le prefetture di Roma, Napoli e Milano a sgomberare i campi nomadi presenti sul territorio. Da quell’anno, nonostante numerose proteste giunte da parte di associazioni come Amnesty International o reclami inviati all’Italia dall’Unione Europea, l’autorizzazione è rimasta attiva fino al 2011, data a cui va fatta risalire una sentenza della Suprema Corte con cui è stata dichiarata illegittima la proclamazione dello stato emergenziale.

Oggi, la Corte di Cassazione ha deliberato nuovamente sulla questione e, in particolare, in merito ad un ricorso presentato dal governo italiano nel 2012 (quando era premier Mario Monti) che chiedeva l’annullamento del verdetto della Suprema Corte. Con la sentenza di oggi si è conclusa definitivamente la querelle e, a ricorso respinto, l’emergenza nomadi è stata cassata dall’ordinamento italiano.

Da oggi in avanti, quindi, i prefetti incaricati di gestire la cosiddetta emergenza non avranno più il potere di ordinare sgomberi. Non saranno più possibili atti come quello disposto a fine del 2012 dall’amministrazione di Gianni Alemanno che, concorde con il Tar del Lazio, aveva disposto la chiusura e demolizione del campo di Tor de’ Cenci a Roma.

 

Redazione online