Budapest. Congresso ebraico mondiale sfida l’antisemitismo crescente in Ungheria

Parlamento ungherese (ATTILA KISBENEDEK/AFP/Getty Images)

Sull’assemblea del Congresso ebraico mondiale (WJC) che si apre domani a Budapest, per tre giorni di lavori, ricade la tensione di probabili dimostrazioni xenofobe e antisemite.
Considerata la crescente ondata nazionalista in Ungheria, il congresso ha eletto proprio Budapest come sede dell’assemblea in segno di solidarietà con la comunità ebraica ungherese, una delle più forti comunità ebraiche in Europa, che conta 100.000 persone.
Malgrado le rassicurazioni espresse dal premier Viktor Orban e il divieto della polizia, si è svolta oggi una manifestazione antisemita e antisionista, promossa dal partito xenofobo Jobbik. La manifestazione che si è tenuta senza incidenti è stato un chiaro messaggio provocatorio al Congresso mondiale. Tra le proposte del partito xenofobo, condannate dall’Europa, vi fu addirittura quella di schedare gli ebrei in un paese che fu fortemente colpito dalla Shoa con 600mila ebrei ungheresi sterminati nei lager nazisti.

Il governo Orban è nel mirino della comunità internazionale che denuncia la mancanza di una politica determinata a combattere l’estremismo di forze razziste e nazionaliste che in questi ultimi anni hanno rafforzato la loro influenza nel paese.
Infatti, come sottolinea l’agenzia stampa Agi, in Ungheria si sono moltiplicati gesti di stampo antisemita: attacchi verbali e fisici contro ebrei, danneggiamento ai monumenti dedicati alle vittime dell’Olocausto, ma anche onorificenze consegnate a personaggi ambigui.
“Non penso che il governo Orban sia tout court antisemita, ma un linguaggio antisemita è diventato quotidiano sulla stampa governativa a caccia di voti estremisti”, ha commentato Peter Feldmajer, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche ungheresi.

Redazione