Commemorazione di Giorgio Ambrosoli, primo da sinistra, a Milano (Getty Images)

Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana assassinato nel 1979, e leader dell’opposizione di centrosinistra nel Consiglio Regionale lombardo, si è rifiutato di partecipare al minuto di silenzio in ricordo di Giulio Andreotti che si è tenuto stamattina al Pirellone. Il suo staff ha spiegato che non ha voluto fare “polemiche né commenti per rispetto alla morte di una persona”, ma che non ha voluto condividere la commemorazione.

Ai microfoni di Rainews24, Ambrosoli ha sostenuto: “Andreotti ha ricoperto incarichi significativi, ma ci sono molti lati negativi della sua figura. Detto questo, è morto un uomo e non è il momento delle polemiche”. All’esponente del centrosinistra, presumibilmente, non sono andate giù le frasi rilasciate dal senatore a vita deceduto ieri che in una puntata de ‘La storia siamo noi’, andata in onda su Rai 2 nel 2010, a proposito del padre, aveva affermato: “Io non voglio sostituirmi né alla polizia né ai giudici. Certo era una persona che in termine romanesco direi se l’andava cercando”.

Diverse le reazioni alla scelta di Umberto Ambrosoli; Lara Comi, vice-coordinatore Pdl della Lombardia ed europarlamentare Ppe, nel corso di una trasmissione su La7 ha sostenuto: “Il gesto di Ambrosoli io non lo condivido per nulla”. Dura la replica in diretta di Massimo Cacciari: “Ma vogliamo scherzare? E’ comprensibile che Ambrosoli sia uscito dall’Aula per non commemorare Andreotti. Ma che ragionamenti sono?. Ma lei conosce la storia italiana di quegli anni? Ne ha una vaga idea? Ci sono anche dei libri di storia, sa? Si informi. Anche se è giovane, beata lei, può anche leggere qualche libro”.

Redazione online