La senatrice Laura Puppato (screenshot Skytg24)

Laura Puppato, senatrice del Partito Democratico che si era candidata alle primarie del centrosinistra dello scorso novembre, ha redatto un documento che sta rivolgendo in queste ore “a tutti i democratici ‘di buona volontà’. Sono in realtà delle istruzioni per l’uso per un congresso aperto e per ridare acqua alle radici del Partito Democratico”.

La 56enne esponente democratica sostiene: “Non porterò le mie idee da un’altra parte, perché il Pd è la mia casa. Al contrario voglio aprire le porte e finestre di questa casa alle persone che hanno le mie idee, ma che oggi non si sentono rappresentate; alle persone che ci hanno creduto, ma che ora si stanno allontanando. Io nel Pd ci credo e lo voglio cambiare”.

Laura Puppato ha poi espresso il proprio giudizio sulle scelte del Pd di sostenere questa ipotesi di governo: “L’esito infausto delle elezioni avrebbe giustificato o un governo sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle o almeno un governo di scopo. Siamo andati in un’altra direzione, quella di un governo di larghe intese con il Pdl e Scelta civica. È un passaggio che è avvenuto senza un dibattito interno, eppure nelle prossime settimane saremo chiamati a spiegarlo agli elettori e negli incontri sul territorio. Non possiamo fare finta che nulla sia accaduto”.

“Alla responsabilità che abbiamo verso il Paese, dobbiamo affiancare la lealtà verso i nostri elettori. Direi verso le nostre idee” – ha sostenuto ancora la senatrice veneta – “I gruppi del Pd alla Camera e al Senato devono pertanto rivendicare la loro autonomia legislativa e lavorare nelle commissioni e in aula a quei provvedimenti che avevamo promesso in campagna elettorale. Sulle singole leggi si possono e si devono trovare maggioranze variabili e trasversali”.

Al primo posto tra le priorità della Puppato, il lavoro: “Bisogna dare una prospettiva concreta al mondo del lavoro, da una parte riducendo l’enorme cuneo fiscale, dall’altra mettendo in moto quei meccanismi virtuosi che da soli possono innescare la creazione di nuovi posti, a partire dall’istruzione pubblica, il recupero della bellezza del Paese, passando per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica”.

Altri spunti programmatici dettati da Laura Puppato sono il green new deal, un fisco più equo, “legalità e trasparenza e una lotta senza quartiere alla corruzione e alle mafie”, “una nuova stagione per i diritti civili”, battaglia sull’abbattimento sui costi della politica e una nuova legge elettorale.

Estrema vicinanza, inoltre, verso i circoli del Partito Democratico che “in questi anni sono stati lasciati da soli”, ma – precisa la Puppato – “l’attenzione sulla forma partito e sulla sua organizzazione non deve però farci perdere di vista la continua dialettica con i corpi intermedi, le associazioni di categoria, i sindacati, gli amministratori locali, i portatori di interessi collettivi, i comitati e la società civile non organizzata. Dobbiamo rinvigorire il rapporto con quei mondi che non ci riconoscono più come degli interlocutori”.

Infine, la senatrice esprime la propria opinione in merito al prossimo segretario del Partito Democratico, che “deve essere scelto non solo dagli iscritti, ma anche dagli elettori e simpatizzanti del Pd, attraverso lo strumento delle primarie. Aperto significa che il congresso non dobbiamo celebrarlo nelle segrete stanze, ma facendo entrare nei circoli quei pezzi della società civile che ci possono ‘contaminare’ in maniera positiva, recuperando lo spirito originario . Chiudersi ora, significa avere paura del futuro”.

Redazione online