Pietro Grasso (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha incontrato a palazzo Giustiniani l’Associazione Italiana Persone Down, sostenendo: “Non sempre le istituzioni si sono dimostrate sensibili e capaci di accogliere e valorizzare le persone con Sindrome di Down. Il mio auspicio è che le assemblee parlamentari mettano nelle proprie agende il tema dei diritti delle persone diversamente abili, della loro promozione e del loro riconoscimento, in ogni forma”.

Ha detto ancora il presidente Grasso: “Le attività che vi vedono coinvolti in questi giorni fanno parte di un più ampio progetto che ha l’obiettivo di sostenere e promuovere la vostra consapevolezza. La consapevolezza di essere cittadini europei. Cittadini attivi. Cittadini che portano con sé un bagaglio di potenzialità preziose per la società, alle quali la società ha il dovere di garantire il diritto all’espressione”.

‘Siate coscienti di quanto il vostro apporto sia prezioso e necessario – ha concluso Grasso -. La consapevolezza delle vostre opinioni, la possibilita’ di affermarle attraverso il diritto al voto sono tutti obiettivi che l’Associazione Italiana Persone Down, insieme alle Associazioni degli altri paesi europei che sono qui presenti, si pone come obiettivo prioritario”.

Soddisfazione per le parole di Pietro Grasso è stata espressa dalla responsabile nazionale dell’Ufficio politiche disabilità della Cgil, Nina Daita: “Un richiamo giusto e assolutamente condivisibile, che deve dare seguito a fatti e azioni concrete, a partire dallo stanziamento di risorse adeguate per favorire quel processo di inclusione dei disabili nella vita quotidiana che la crisi e le passate e scellerate politiche hanno reso sempre più difficile”.

Ha proseguito la dirigente sindacale: “Il presidente del Senato a nome di tutte le lavoratrici e i lavoratori disabili che rappresentiamo: le sue parole rappresentano l’avvio della ricostruzione di un clima decisamente diverso da quello degli ultimi anni”.

Ha concluso la Daita: “Bisogna intervenire sul fondo per l’inclusione dei lavoratori disabili la cui soppressione è stata un atto inqualificabile, innervato di un cinismo estremo. Una ferita da sanare al più presto perché alle persone con disabilità venga riconosciuto pienamente il loro insostituibile diritto di essere pienamente cittadini, protagonisti della costruzione del bene comune”.

Redazione online