E’ morto Luciano Lutring, scrittore-bandito icona degli anni Sessanta

Luciano Lutring (screenshot Raitre)
Si è spento nella sua Milano, Luciano Lutring, il noto bandito degli anni Sessanta, divenuto poi un affermato scrittore e la cui vita ha ispirato film, uno dei quali interpretato da Alain Delon, e trasmissioni televisive.

Il leggendario bandito, secondo il suo stesso racconto, sarebbe divenuto un malvivente molto casualmente: “Un giorno mia zia mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste. Io andai. Ma l’impiegato era lento e detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide la finta pistola che portavo sotto la cintura. L’impiegato credette che fosse una rapina e mi consegnò i soldi. Io pensai: ‘È così facile?’. E me ne andai col bottino”.

Soprannonimato da Franco Di Bella del Corriere della Sera ‘il solista del mitra’, perché era solito nascondere il fucile mitragliatore nella custodia di un violino, Lutring mise a segno decine di rapine tra Italia e Francia, venendo arrestato a Parigi l’1 settembre 1965. Sconta dodici anni di carcere, intraprendendo anche una corrispondenza con il presidente della Camera, Sandro Pertini.

“Lo Zingaro”, la sua autobiografia, pubblicato in Francia, ispira un film interpretato da Alain Delon; qualche anno prima, esce un film dal titolo “Svegliati e uccidi”, interpretato da Robert Hoffmann, Lisa Gastoni e Gian Maria Volonté e diretto da Carlo Lizzani. La sua storia viene romanzata da Carlo Lucarelli, che a Lutring e alla mala milanese ha dedicato una puntata della sua trasmissione televisiva su Raitre.

Luciano Lutring è stato graziato, nel 1977, dal presidente francese Georges Pompidou, e una volta tornato in Italia, dopo un breve periodo di detenzione presso il carcere di Brescia, viene nuovamente graziato dal Presidente italiano Giovanni Leone.

Le sue opere letterarie più importanti sono “Lo zingaro”, “Il solista del mitra”, “Una storia da dimenticare”, “Come due goccie d’acqua”, “L’amore che uccide”.

Redazione online