Michele Balducci si racconta a 360°: “Un attore deve aggredire gli spettatori con dolcezza”

Michele Balducci (foto movie player.it)

Michele Balducci e il teatro nel suo Dna. Dopo aver studiato recitazione tra Milano, Roma e Perugia, con una tappa anche a Londra,  ha esordito sul piccolo schermo a 21 anni nel 2008 con due piccoli ruoli in La scelta di Laura, con la regia di Alessandro Piva e Amiche mie, regia di Paolo Genovese e Luca Miniero. Successivamente ha lavorato in numerose serie televisive di successo, tra cui Don Matteo, e Rex. Il suo esordio al cinema nel 2009 con Meno male che ci sei, regia di Luis Prieto.

Tanto teatro nel suo curriculum dunque dove ha lavorato, tra gli altri, con Alessandro Fea, Virginia Franchi e Francesco Piotti , Niccolò Matcovich, Marco Maltauro e un maestro come Filippo Timi. Michele non è solo un attore: il ragazzo di Umbertide è laureato in medicina con una tesi in psichiatria. Noi abbiamo voluto sentirlo per farci racconatare tutto di lui.

 

Caro Michele , lieti di ospitarti su Direttanews. Tantissimo teatro nella tua carriera. E’ la tua più grande passione?

Un saluto a voi! La mia più grande passione è recitare. E i mezzi a disposizione di un attore per farlo sono essenzialmente due: il teatro e il cinema. Io sono della scuola di pensiero che, nonostante facciano riferimento allo stesso campo d’azione, siano due strumenti espressivi profondamente diversi. Non è detto che un bravo attore di teatro sia altrettanto efficace al cinema e viceversa. A mio avviso si tratta di modulare e incanalare le energie e le proprie forze espressive in maniera diversa, e, soprattutto, affrontando difficoltà diverse. In questo senso, il teatro mi mette ogni volta alla prova nel senso più fisico e “atletico” del termine. L’attore in scena deve avere più energia di tutti gli spettatori messi insieme. Deve aggredirli con dolcezza! E per fare questo è necessario portare fuori l’emozione, ovvero emozionarsi sapendo che lo si sta facendo per chi guarda, e non per se stessi. Bisogna saper essere generosi.

 

Sei un Medico. Perché hai deciso di fare l’attore e non di intraprendere una professione più “sicura”?

In realtà non sono medico, nel senso che ho una laurea in Medicina ma non mi sono abilitato alla professione, proprio per evitare equivoci! La scelta dell’università è stata suggerita certamente dai miei ma anche dal mio lato “secchione”, che è stato sempre parte di me. E’ stata una bella sfida lavorare e studiare insieme, ma il giorno della laurea è stato uno dei più appaganti della mia vita. Ho scritto una tesi in Psichiatria, più precisamente riguardo alla Schizofrenia analizzata attraverso la storia del cinema. Studiare il corpo e la mente umani mi ha affascinato e, in certi casi, aiutato nel mio mestiere; ma le mie priorità sono state sempre chiare rispetto alla mia volontà di fare l’attore. Non credo sia possibile condurre una vita di seconda mano.

Cosa stai facendo in questo momento? E quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto per finire una tournée europea di uno spettacolo intitolato “The first hour”, un progetto teatrale ispirato alla vita e alla musica di Wagner in onore del bicentenario della sua nascita, sostenuto dall’Unione Europea. Sono stato a Sofia, Costanza e l’ultima tappa sarà Atene. A fine maggio sarà online “Deadboy”, una serie web molto interessante di ispirazione fantasy in cui interpreto un demone; è gia possibile vedere il trailer, che vi consiglio! A giugno, invece, andrà in onda su Canale 5 in prima serata “Pupetta, il coraggio e la passione”, una miniserie in quattro puntate ispirata alla vita di Pupetta Maresca, in cui interpreto la parte di Nicola, un ragazzo affetto da problemi mentali: è un ruolo cui sono molto legato e spero davvero che il pubblico lo apprezzerà. Più avanti, a luglio, sarò in scena al Festival di Santarcangelo per la finale del Premio Scenario 2013 con “Boy disappears”, uno spettacolo bellissimo e potente che spero sarà presto in tournée.

 

Esordio al cinema nel 2009 con Meno male che ci sei con la regia di Luis Prieto. Un film molto atteso che ha riscontrato parecchio successo. Raccontaci un po’ di quest’esperienza

“Meno male che ci sei” è stata il mio primo progetto cinematografico. Con Luis ho fatto due provini e alla fine ho avuto il ruolo di Giorgio, il nerd della classe. E’ stata un’esperienza molto bella in cui, tra l’altro, ho stretto amicizie che durano tutt’ora. Ho cominciato a capire che aria si respira su un set e quanto sia importante rispettarne i tempi e le competenze. E’ davvero fondamentale riuscire a gestire le proprie energie e le lunghe attese, per poi essere pronti e svegli a girare anche dopo qualche ora. Ricordo una notte in cui ero uscito dal camerino per sgranchirmi le gambe. Mentre camminavo mi sono girato e ho guardato da lontano i camper della produzione e mi sono ritrovato felice. La mia passione stava diventando un lavoro. Tra l’altro, indossavo due occhiali enormi che conservo ancora a casa come ricordo!

Michele Balducci

Tanta televisione per te. A quel fiction sei rimasto più legato?

Sono legato a “Don Matteo” per la possibilità che ho avuto di girare a casa mia, in Umbria, di conoscere e lavorare con un mito vivente come Terence Hill e per il ruolo che interpretavo, quello di un ragazzo costretto su una sedie a rotelle. Conservo un ricordo altrettanto bello del set di “Rex”, che è una serie che vedevo sempre da bambino! Ricordo il primo giorno in cui andai sul set, ero emozionatissimo all’idea di incontrare Rex. A un certo punto mi passò accanto con la sua allenatrice, l’americana e simpaticissima Teresa, e mi cominciarono a sudare le mani. Un grandissimo professionista quel cane!

 

Cinema, Teatro e televisione. Cosa vuoi fare da grande e qual è il tuo sogno?

Da grande voglio continuare a fare quello che già faccio oggi, ma con consapevolezze e prospettive diverse. Il mio sogno sarebbe quello di poter reinterpretare un personaggio che ho fatto a 22 anni quando ne avrò 40, per capire tutto quello che è cambiato e cosa percepisco diversamente. Tra cinema, teatro e tv non scelgo e non voglio scegliere. Voglio avere il lusso di fare tutto!

 

Con quale attore o regista ti piacerebbe lavorare un giorno?

Mi piacerebbe molto lavorare con Alba Rohrwacher, Maria Paiato e Jessica Chastain fra le donne, con Giuseppe Battiston, Ryan Gosling e Elio Germano fra gli uomini. Alcuni tra i miei registi preferiti sono Sorrentino, Gaglianone, Diritti, Garrone, ma anche Bellocchio, Amelio, Bertolucci, Salvatores. Più ci penso e più me ne vengono in mente, per cui mi fermo qui.

 

Fra i tanti attori che hanno fatto parte della tua carriera c’è anche Filippo Timi. Parlaci della tua esperienza con questo grande artista

Con Filippo feci un laboratorio teatrale a Milano qualche anno fa. Lavoravamo sull’Amleto, ma a modo suo. Filippo è una forza della natura! Il suo approccio al teatro e all’interpretazione è totalmente libero ed esplosivo, difficile da inquadrare o gestire. Basta andare a vedere uno dei suoi spettacoli, in cui riesce sempre a creare un mondo fatto di dinamiche e approcci inusitati. Ho un ricordo molto vivido di quell’esperienza, molte emozioni e molte risate.

 

Grazie Michele per la bella chiacchierata

Grazie a te e un saluto ai lettori di Direttanews

 

 

Michele D’Agostino per Direttanews