Don Luigi Merola contro tutti, le invettive del prete anticamorra contro Grillo, De Magistris e Maria De Filippi

Luigi Merola (screenshot SkyTg24)
Il prete anticamorra don Luigi Merola, ex parroco di Forcella, è intervenuto oggi a Gorizia, nel corso del festival “E’ Storia” e non ha risparmiato critiche a nessuno, in primo luogo agli esempi di ‘cattiva televisione’, che per il sacerdote hanno un preciso nome e cognome: “Bisogna togliere i giovani dalla strada, dalla televisione spazzatura e dal web: è Maria De Filippi la vera cattiva maestra d’Italia”.

Don Merola ha poi attaccato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che da quando è primo cittadino del capoluogo campano “ha fatto due cose: ha chiuso il centro storico e fatto la pista ciclopedonale, manco fossimo nella Pianura padana”. Per il sacerdote, “De Magistris, purtroppo, non ascolta nessuno. Noi napoletani non sappiamo a che santo dobbiamo votarci, ma saremo proprio noi, alla fine che salveremo Napoli”.

Poi le critiche al leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo: “Non capisco Grillo, è un fenomeno tutto italiano. Come si fa a non avere nessun rispetto delle istituzioni, come si fa a dire ‘Arrendetevi’ a chi rappresenta l’Italia? Vogliamo costruire qualcosa o soltanto opporci?”. Duro anche l’attacco all’ex ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini che “ha distrutto la scuola italiana, che era già in rovina: i ragazzi devono essere accolti con passione, non da professori arrabbiati. Bisogna investire nella formazione dei docenti. Si sono alternati i ministri negli ultimi anni, ma i capi dipartimento sono rimasti sempre quelli”.

Da parte di don Luigi Merola, poi, un ‘appello’: “Come fece don Pino Puglisi, i preti devono investire le proprie energie nei bambini: grazie a Dio la Chiesa può contare su preti santi, non solo su preti pedofili. Il mio chiodo fisso, fin dall’inizio, è stato quello di riportare i bambini nel circuito scolastico. A Napoli o Palermo, in quartieri come Forcella o Zen, non serve l’Esercito, serve un esercito di insegnanti, perchè i ragazzi hanno anzitutto bisogno di testimoni”.

Ha concluso il prete anticamorra: “I sacerdoti devono andare in strada. Ai cattolici dico tornate in chiesa, perchè finalmente abbiamo un Papa, una persona umile, semplice, che lavora per una Chiesa povera. Mi hanno raccontato che non si fa portare il caffè in camera ma scende negli spazi di Santa Marta, dove vive, e si serve alla macchinetta, cercando le monetine e offrendo ai presenti”.

Redazione online