Finanziamento pubblico ai partiti: oggi il CdM decide

Enrico Letta (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Si attende in tarda mattinata il responso del Consiglio dei Ministri alla sollecitazione avanzata dal premier Letta sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Ha detto il presidente del Consiglio nelle scorse ore: “La politica deve recuperare credibilità e l’intervento non sarà contro i partiti, ma a favore di essi. Non fare nulla, non rispondere alla domanda di sobrietà che arriva dall’opinione pubblica, sarebbe un suicidio. Vorrebbe dire alimentare l’avversione dei cittadini verso la politica e favorire i movimenti populisti che cavalcano l’antipolitica”.

Il nuovo testo, messo a punto nei giorni scorsi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, dovrebbe prevedere il rimborso delle spese sostenute in campagna elettorale soltanto dietro presentazione di “documentazione idonea”, mentre non ci sarà nessuna erogazione diretta di denaro ai partiti. Secondo il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, occorre “una regolamentazione dell’attività di lobbying, in grado di evitare ingiuste demonizzazioni ma anche di scongiurare che l’attività dei gruppi di pressione possa indebitamente inquinare la vita democratica e alterare la concorrenza”.

La proposta di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti resta però uno dei pomi della discordia all’interno del Partito Democratico. Fa sapere Matteo Renzi: “Ho buone aspettative. Durante le primarie sembravamo solo noi a dirlo, ora vedo una condivisione ampia. Si parte dal testo presentato da Dario Nardella, che tra l’altro è stato mio vicesindaco. Ho parlato più volte con Letta e mi ha assicurato che il governo procederà spedito. Si farà un passo in avanti, poi si superi il bicameralismo perfetto”. Non ci sta invece il tesoriere del partito, Antonio Misiani, secondo il quale senza quei soldi “i partiti chiuderebbero. Sarà una verità impopolare, ma qualcuno deve dirla”.

Redazione