Trattativa Stato-mafia: i magistrati palermitani chiedono 9 anni per Mori e 6 per Obinu

Processo (getty images)

Al processo per la mancata cattura di Bernardo Provenzano che si sta svolgendo nell’ambito della trattativa Stato-Mafia a Palermo, il pubblico ministero Di Matteo ha chiesto, nel corso della sua requisitoria, condanne detentive di un certo rilievo per gli imputati. Secondo Di Matteo l’ormai ex generale dell’Arma dei Carabinieri, Mario Mori, dovrebbe subire una condanna a nove anni di carcere, mentre a Mauro Obinu, colonnello presumibilmente implicato nella vicenda, spetterebbero sei anni in istituto penitenziario. In entrambi i casi il capo d’imputazione sarebbe quello di favoreggiamento aggravato alla mafia.

Secondo il parere della Procura palermitana gli attentati di stampo mafioso condotti tra Roma Milano e Firenze nel 1993 sarebbero da ricollegare ad una specifica strategia di Cosa Nostra per ottenere dalle autorità statali un migliore trattamento degli arrestati per mafia all’interno delle carceri e l’alleggerimento del 41 bis. In questo quadro sarebbero da inserire, secondo i magistrati, anche le azioni di Mori e di Obino, i quali avrebbero contribuito al fallimento delle operazioni per la cattura di Provenzano. Ha detto Di Matteo nel corso della sua lunga e dettagliata requisitoria riferendosi ai due imputati: ” Non hanno aiutato Provenzano perché collusi o intimoriti da Cosa Nostra, ma per una scelta sciagurata di politica criminale, e cioè la prosecuzione della latitanza di Provenzano Allo stesso modo il Governo e il Dap assecondano il dialogo agendo in questa ottica di trattativa”.

 

Redazione online