Letta risponde al presidente del Consiglio europeo: rafforzare misure contro la disoccupazione

Enrico Letta (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Allarme sul lavoro e sulla disoccupazione giovanile. Temi sui quali insiste il presidente del Consiglio Enrico Letta rispondendo in una lettera al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

“Carissimo Herman, desidero ringraziarti per aver accolto la mia proposta di porre al centro dell’agenda del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno prossimi il tema della disoccupazione giovanile. La lotta alla disoccupazione giovanile rappresenta la sfida prioritaria, per l’Italia e per l’Europa- sottolinea Letta. In Italia oltre 2,2 milioni di giovani si trovano senza lavoro o senza lavoro e fuori da percorsi formativi. I dati delle recenti previsioni economiche della Commissione dimostrano che il problema della disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli allarmanti praticamente in tutti gli Stati membri. Senza misure straordinarie e mirate non sarà possibile invertire questo trend, aumentando il rischio che la disoccupazione giovanile diventi strutturale”.

Tra i vari punti descritti nella lettera comunicata a Palazzo Chigi, Letta ricorda i passi importanti già avviati dall’Europa: “La Commissione europea ha presentato un pacchetto per l’occupazione giovanile, e si è raggiunto un accordo in seno al Consiglio sull’attuazione della Garanzia europea per i giovani. Vi sono diversi fronti su cui dobbiamo e possiamo fare di più. Bisogna stimolare la creazione di un vero mercato del lavoro europeo, rimuovendo le barriere che ancora impediscono la fluidità della libera circolazione dei lavoratori, anche mediante nuove iniziative legislative da parte della Commissione, rafforzare il sistema Eures e migliorare il coordinamento tra i servizi pubblici per l’impiego nazionali. E’ necessario investire in uno statuto europeo dell’apprendistato, sulla base di un quadro comune di qualità”.

Per questo, prosegue Letta, sarà necessario impiegare tutto il potenziale del Fondo Sociale Europeo. Tanto che, sottolinea il presidente del Consiglio, l’Europa dovrà “dare indicazioni affinché il Fondo possa incentivare la creazione di nuova occupazione per i giovani, anche finanziando tagli agli oneri fiscali e contributivi per le nuove assunzioni. L’elevato carico fiscale e contributivo che grava sul lavoro è, infatti, uno dei fattori che più frenano la creazione di nuova occupazione e la competitività”.

Redazione