La Corte dei Conti contro le politiche di austerity: “All’Italia servono nuovi stimoli”

Il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino (screenshot Skytg24)

E’ stato presentato stamattina a Palazzo Giustiniani il Rapporto 2013 sul Coordinamento della Finanza Pubblica. Nel suo saluto introduttivo, il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino ha lanciato dure critiche alle politiche di austerity: “I rischi di insolvenza connessi alla crisi dei debiti sovrani e il collasso delle prospettive di crescita economica hanno impresso un tono fortemente restrittivo, in tutta l’area dell’euro, alla condotta di finanza pubblica, nel tentativo di contenere l’espansione di disavanzo e debito. L’adozione di una linea severa di austerità – oggi oggetto di critiche e ripensamenti – non ha, peraltro, impedito che gli obiettivi programmatici assunti all’inizio della legislatura fossero mancati”. Secondo Giampaolino, dunque, “all’Italia serve crescere, servono stimoli. Non deroghe per spendere di più”.

Secondo il presidente della Corte dei Conti, dunque, in Europa “l’emergenza della decrescita e della disoccupazione appare oggi acquisire quanto meno un rilievo analogo a quello assegnato al percorso di riequilibrio di disavanzi e debito pubblico”; tuttavia il “livello crescente dello stock di debito pubblico non consente di interpretare in modo men che rigoroso il sentiero di risanamento”.

Ha aggiunto Giampaolini che “l’Italia presenta un andamento corrente della propria finanza pubblica nettamente migliore rispetto ai paesi in crisi e anche rispetto alle altre grandi economie europee, la situazione cambia allorchè si guardi all’altro parametro di Maastricht, il rapporto fra debito e prodotto: un indicatore che colloca l’Italia tra i paesi in crisi e distante dagli altri grandi paesi, Spagna inclusa”.

Ha concluso il presidente della Corte dei Conti:  “La Corte è, come tutte le istituzioni pubbliche, impegnata ad accompagnare e favorire i passi, ancora difficili, che devono condurre a compimento il processo di risanamento finanziario e di recupero di efficienza delle organizzazioni pubbliche. Non solo, quindi, proseguendo nello svolgimento delle sue consolidate funzioni di controllo sulla gestione e sull’uso appropriato del pubblico denaro, ma anche potenziando il proprio contributo, oggi determinante, nella direzione della messa a disposizione delle istituzioni rappresentative e della collettività di un vasto patrimonio informativo e di analisi, essenziali per accompagnare, ad ogni livello di governo, lo sforzo di risanamento e il recupero di condizioni di crescita”.

Redazione online