Rcs: la Visibilia di Daniela Santanché verso l’acquisto di “un pacchetto di riviste” del gruppo

Daniela Santanchè (Getty Images)

Secondo quanto sostiene Canio Giovanni Mazzaro, ex marito dell’onorevole Daniela Santanché, intervenuto a margine dell’assemblea di Bioera, l’esponente del Pdl dovrebbe presentare entro pochi giorni un’offerta sul pacchetto di periodici Rcs che il gruppo del Corriere intende dismettere ovvero chiudere. Ha fatto sapere Mazzaro che “la proposta non prevede una dotazione finanziaria” sulle testate in vendita da parte di Rcs, ma contempla “delle garanzie sui livelli occupazionali” dei periodici acquisiti, i cui nomi delle testate sono già noti da qualche tempo.

Si tratterebbe infatti di “un pacchetto di riviste” che comprende Astra, BravaCasa, Novella 2000, Visto e l’intero pacchetto dell’enigmistica. L’imprenditore ha escluso un coinvolgimento di Bioera, gruppo dei prodotti biologici del quale è azionista di maggioranza, sottolineando che l’opa verrà lanciata attraverso “un veicolo ad hoc” controllato da Visibilia, ma intervistato in precedenza dal ‘Fatto Quotidiano’, aveva fatto comunque sapere che nulla è impossibile in un’operazione di mercato: “A quel punto quando si va sul mercato può attrarre l’interesse non solo di Bioera ma anche di altri operatori”.

Aveva detto Mazzaro al ‘Fatto’, qualche giorno fa: “Credo sia difficile che alla fine riescano a tenere in vita tutto visto l’andamento del mercato e della pubblicità, ma sicuramente Daniela è molto brava in quello che fa e da quando eravamo sposati si è appassionata alla finanza con risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

Come rivela sempre il “Fatto Quotidiano”, l’operazione non avrebbe l’avallo del Cdr della divisione Periodici di Rcs, che si sentirebbe “in difficoltà al solo immaginare che Rcs si sieda a un tavolo con Santanché per vendere dei giornali del gruppo, anche importanti, a una società pubblicitaria che lavora anche per il Giornale”. Secondo la divisione Periodici di Rcs, “noi non prendiamo neanche in considerazione l’ipotesi e rimaniamo all’accordo preso con l’azienda di attuare uno stato di crisi attivo fino al febbraio 2014. Se così non sarà saremo costretti a dar seguito alle minacce e citare l’azienda per violazione di accordi sindacali”.

Redazione online

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