Crisi siriana: Israele mette in guardia la Russia sulla fornitura di armi

Moshe Yaalon (Getty Images)

Secondo quanto riportato dal canale all news panarabo Al Jazeera, Moshe Yaalon, ministro della difesa israeliano, ha risposto al viceministro degli esteri russo Sergey Ryabkov circa la fornitura di armi da parte della Russia all’esercito di Damasco. “Pensiamo che questa fornitura costituisca un fattore stabilizzante e crediamo che che i nostri passi sconsiglieranno certe teste calde dal considerare scenari che trasformerebbero quello siriano in un conflitto internazionale con il coinvolgimento di forze straniere”, aveva sottolineato l’alto esponente del ministero russo.

La fornitura riguarda in particolar modo i missili terra-aria S-300, dispositivi di lancio mobili e indipendenti, capaci di abbattere missili e aerei che entrino nel loro raggio d’azione. Ha messo in guardia Moshe Yaalon: “Per quanto ci riguarda, ciò costituisce una minaccia. Ovviamente in questa fase non posso affermare ci sia una escalation. Le spedizioni non sono state inviate ancora. E spero che non vengano inviate. Ma se, per disgrazia, arrivano in Siria, sapremo cosa fare”.

Le dichiarazioni di Yaalon sono state fatte prima che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ordinasse al suo gabinetto di rimanere in silenzio sulla questione. Intanto, la decisione dell’Unione Europea di revocare l’embargo delle armi ai ribelli siriani ha incassato l’appoggio degli Stati Uniti. Secondo quanto ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Patrick Ventrell, la revoca dell’embargo “invia al regime di Assad il messaggio che il supporto all’opposizione è solo destinato ad aumentare”.

Redazione online