Milano: è morta Franca Rame

Franca Rame (Foto: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Ci ha lasciati questa mattina, al termine di una lunga malattia, all’età di 84 anni, l’attrice Franca Rame, moglie di Dario Fo, con il quale ha condiviso, per tutta la vita, la passione per il teatro.
Secondo quanto riporta l’Ansa, Franca Rame è morta nella sua abitazione di Porta Romana a Milano. Alle 8.50, il 118 ha inviato un’ambulanza e un’automedica alla sua abitazione. Si sono rivelati vani i tentativi di rianimazione.

Una donna tenace, figlia d’arte che ha segnato la cultura del nostro paese, non solo nell’ambito teatrale ma anche sociale e che, nonostante un ictus, che la colpì nel 2012, ha continuato a lavorare. Atteso, all’Arena di Verona,  il debutto di uno spettacolo scritto assieme al marito, dedicato a Maria Callas.
Donna appassionata, nata in una famiglia con antiche tradizioni teatrali, legate al teatro dei burattini e delle marionette, la sua figura è stata determinante nella vita di Fo.
Fin da piccola è alla stregua della famiglia: il padre Domenico, la madre Emilia, il fratello, zii e cugini, giravano con un teatro di marionette di legno, per i paesi e le cittadine della Lombardia, del Veneto e del Piemonte recitando riviste, drammoni e operette.
Passano poi al “teatro di persona” recitano nella tradizione della Commedia dell’Arte, improvvisando e utilizzando un repertorio di situazioni e dialoghi tragici e comici.
Nel 1950-’51 Franca Rame viene scritturata dalla compagnia primaria di prosa Tino Scotti per lo spettacolo “Ghe pensi mi” di Marcello Marchesi al Teatro Olimpia di Milano.
La stagione seguente al Teatro Odeon Franca Rame conosce Dario Fo entrambi scritturati per lo spettacolo “Sette giorni a Milano” di Spiller e Carosso. Franca Rame stanca di essere ignorata da Fo, alla fine lo blocca dietro le quinte e gli dà un gran bacio sulla bocca. Da quel giorno si fidanzano e si sposeranno nel 1954. Nel 1958 fondano la Compagnia Dario Fo-Franca Rame.

Milano è da sempre stata la sua città amata e campo di battaglia di numerose lotte politiche di sinistra ma anche nel campo del femminismo. Nel marzo del 1973, Franca Rame fu rapita da esponenti dell’estrema destra: una vicenda di violenza fisica e sessuale, che l’attrice ricorderà in un spettacolo “Lo stupro”, andato in scena nel 1981. Solo dopo 25 anni, giunge la sentenza definitiva andata con la prescrizione del reato.

L’Onorevole Barbara Pollastrini ha dato l’annuncio della morte di Franca Rama all’aula della Camera: “Comunico all’aula, che saprà esprimere un grande dolore e cordoglio per la scomparsa di Franca Rame e per dire che il dispiacere toccherà anche i cuori, della mia città, di Milano. Tutte le morti hanno un peso ci sono alcune persone che quando vengono a mancare, pesano in maniera significativa. Rame è stata una grande artista, colta, eterodossa e anticonformista ma nello stesso ha saputo parlare al popolo, alla gente, stare vicino agli umili, ha amato la cultura e ha rispettato sempre le istituzioni, presente e rispettosa. Voglio esprimere la grande riconoscenza infinita sopratutto per noi donne”, ha concluso la Pollastrini accogliendo un grande applauso dalla Camera.

Redazione