Processo Ruby2, in corso la requisitoria del pm: “Legge Merlin madre di questo processo

Ruby (GIUSEPPE ARESU/AFP/Getty Images)

E’ iniziata un’ora fa la requisitoria del pm Antonio Sangermano, pubblica accusa nel cosiddetto processo Ruby2, che vede imputati Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede. In apertura, il pm milanese ha ribadito che questo processo “è stato dipinto come una farsa e una maxi intrusione nella vita di una persona e i magistrati sono stati dipinti come accaniti spioni”, ma “noi abbiamo adempiuto con onore al nostro dovere istituzionale”.

Ha proseguito Sangermano: “Abbiamo ricevuto una macroscopica notizia di reato, riguardante una ragazza minorenne che girava per le strade di Milano con pacchi di denaro, che frequentava alberghi di lusso, che viveva con una prostituta e andava a casa di un uomo ricco e potente da cui diceva di ricevere denaro dopo essere fuggita da una comunita”. Per questo motivo si chiede retoricamente la pubblica accusa: “C’è qualcuno che, indossando come noi la toga, a fronte delle dichiarazioni di una minorenne, delle oggettive anomalie della notte del 27 maggio 2010, che sentendo Lele Mora dire nelle telefonate di inghindarsi con biancheria intima e la Minetti retribuire le ragazze, c’è qualcuno, ripeto, che avrebbe riattaccato la cornetta e si sarebbe tappato le orecchie senza indagare?”.

Poi la frase che probabilmente farà discutere: “La legge Merlin è la madre di questo processo”. Ha sottolineato Sangermano che la legge a “distanza di 55 anni resiste intatta e ha mediato tra la libertà individuale di disporre del proprio corpo e il divieto assoluto di vendere la propria sessualità. L’interposizione di un terzo che istighi e sfrutti l’altrui sessualità non è lecita”.

Il pm si è poi soffermato sulle dichiarazioni di Ruby, in cui “l’unico dato certo è che Ruby ha sempre negato di essersi prostituita e di avere avuto rapporti a pagamento con Silvio Berlusconi”. Poi l’attacco agli imputati: “Sapevano che era minorenne”. Sangermano non risparmia neanche una ‘stilettata’ all’ex premier: “Ad altre sedi democratiche spettano i giudizi su Silvio Berlusconi, la vicenda di quest’ uomo la giudicheranno le urne e la storia, qua si tratteranno i profili comportamentali in relazione alla valenza probatoria in questo processo”.

Secondo il pm, “è Emilio Fede che porta Ruby ad Arcore, da quel momento in poi Mora si prende cura della minore”. Sangermano parlando del sistema creato intorno a questa vicenda, lo definisce “un apparato militare” che “si scatena per salvare e accudire il soldato Ryan che è Ruby”. Infine la dura accusa nei confronti di Lele Mora ed Emilio Fede, definiti “due sodali” che “saggiavano la gradevolezza delle ragazze, facevano l’esamino per vedere se avevano anche una capacità socio-relazionale e poi le immettevano nel circuito delle serate ad Arcore, un circuito a cui non è sfuggita nemmeno Ruby”.

Al termine della dura requisitoria, il pm Antonio Sangermano ha chiesto per i tre imputati una condanna a sette anni di reclusione.

Redazione online