OccupyGezi, Erdogan: “Immediato stop alle proteste”. Gli attivisti si appellano alla solidarietà internazionale

Attivista turca 'sfida' la polizia a Gezi Park (BULENT KILIC/AFP/Getty Images)

Il capo del governo turco Recep Tayyip Erdogan, intervenendo in televisione sulla situazioni di Gezi Park, a Istanbul, ha attaccato: “La polizia è già intervenuta e continuerà a intervenire perché piazza Taksim non può essere un’area in cui gli estremisti fanno come gli pare. Questo governo farà il possibile per garantire la sicurezza delle persone e delle loro proprietà. Chiedo ai manifestanti di fermare immediatamente le loro proteste e di non causare ulteriori danni ai turisti, ai passanti e ai negozianti”.

Intanto, Amnesty International ha affermato che “l’utilizzo di gas lacrimogeni contro manifestanti pacifici in uno spazio ridotto dove possono comportare un serio rischio per la salute è inaccettabile e viola lgli standard internazionali dei diritti umani, deve essere fermato immediatamente”. Secondo l’organizzazione internazionale, “l’uso della violenza da parte dela polizia a questi livelli appare volto a negare il diritto di protesta pacifica e a scoraggiare altre persone dal parteciparvi”.

Da parte loro, in una lettera aperta in cui chiedono sostegno internazionale, gli attivisti di OccupyGezi scrivono: “La Turchia è un ottimo esempio di devastazione ambientale per creare cantieri edili e guadagnare, e di distruzione culturale e storica per costruire centinaia di fortezze per i consumi di massa. È inoltre un ottimo esempio di crescita del controllo poliziesco e della paramilitarizzazione, nonché della persecuzione di attivisti, giornalisti, accademici e artisti. Quello che sta succedendo a Istanbul rappresenta molto bene quest’ottimo esempio”.

Proseguono gli attivisti: “Nonostante la continua brutalità della polizia, il numero di manifestanti è aumentato e molti cittadini di Istanbul, in gran parte organizzandosi attraverso i social media, hanno continuato ad arrivare a Occupy Taksim Gezi Park. La sera, la polizia antisommossa ha bloccato l’ingresso della piazza, fronteggiando migliaia di manifestanti che arrivano dalla via Istiklal. Secondo alcuni testimoni, le reti telefoniche cellulari sono state bloccate e le telecamere di sicurezza sono state spente per impedire la trasmissione di ciò che stava accadendo”.

Si conclude l’appello dei militanti turchi: “C’è bisogno di solidarietà internazionale con i compagni che resistono contro un sistema autoritario tra i tanti che ci sono in Europa e nel mondo, dove qualsiasi cosa, compreso uccidere le persone e distruggere l’ambiente, è permessa in nome del profitto per una manciata di manager e banchieri. Chiediamo di mobilitarsi per diffondere le informazioni su quello che sta succedendo in Turchia e testimoniare la propria solidarietà a tutti colori che condivono i nostri sogni di una città e un mondo organizzati e costruiti più democraticamente, secondo i bisogni di una società libera dall’imposizione neoliberista, attraverso la violenza e la repressione, di un’unica maniera di vivere, produrre e consumare”.

Redazione online