La Corte dei Conti critica la lotta all’evasione fiscale e il redditometro

Il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino (screenshot Skytg24)

Critiche dalla Corte dei Conti su come viene condotta la lotta all’evasione fiscale in Italia e sul nuovo redditometro escogitato dall’Agenzia delle Entrate per arginarla. Nel suo ultimo rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, la magistratura contabile scrive che la lotta all’evasione “continua ad essere un elemento centrale e imprescindibile nell’azione di risanamento della finanza pubblica”, ma “la strategia adottata dal legislatore nel corso della passata legislatura è stata caratterizzata da andamenti ondivaghi e contraddittori“.

In merito al nuovo redditometro, poi, la Corte è categorica: “Il clamore mediatico suscitato dal nuovo meccanismo di ricostruzione sintetica dei redditi appare francamente sproporzionato alle limitate potenzialità dello strumento e alla presumibile efficacia dello stesso, che continuerà, inevitabilmente, a costituire un criterio complementare per l’accertamento dell’Irpef”. Alcuni degli strumenti introdotti per contrastare la piaga dell’evasione fiscale in Italia potrebbero addirittura rivelarsi controproducenti. Come il cosiddetto “spesometro”, strumento con cui vengono registrate tutte le operazioni verso i consumatori finali di importo pari o superiore ai 3.600 euro e che a detta della Corte dei Conti potrebbe avere “effetti negativi sui consumi” o, “peggio”, l’incremento della “propensione ad effettuare acquisti di beni e servizi in nero“.

Redazione

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