Turchia, scontri: Erdogan chiama il paese a rilassarsi. Sotto accusa frange estremiste sui social network

Recep Tayyip Erdogan, premier Turchia (Getty Images)

Dopo la terza notte di violenti scontri in Turchia scaturiti, ad Istanbul e Ankara, dalla protesta ambientalista in difesa dell’area verde di Piazza Taksim ad Istanbul, il premier turco Recep Tayyp Erdogan ha tenuto una conferenza stampa in cui ha chiesto ai cittadini turchi di non lasciarsi trascinare dalle provocazioni di un “pugno di estremisti”.
Il premier ha poi sollecitato le forze dell’ordine a non rispondere alla provocazioni, mantenendo con calma l’ordine pubblico. Forte critica di Erdogan sul ruolo dei social network, utilizzati dai vandali e che si rivelano essere “una cancrena nella società”.

Una protesta che stando a quanto racconta Alberto Negri del Sole 24 Ore non diventerà mai una piazza rivoluzionaria. In quanto, spiega Negri, il premier non è un dittatore, ma da dieci anni ha sempre vinto le elezioni con oltre il 50% dei voti. Erdogan ha portato una parte dei conservatori nella politica, ed ha portato il paese alla crescita economica. Tuttavia, sottolinea Negri, queste sono state le più grande contestazioni di un grande politico ritenuto leader della Turchia ma anche uno dei più importanti leader del medioriente. Da questo movimento però Erdogan ha subito il suo primo e più grande danno alla sua immagine.

L’ultimo bilancio, diffuso dal ministro dell’Interno, sulle proteste che si sono tenute i questi giorni in varie città turche con scontri tra manifestanti e polizia, parla di 1.700 persone arrestate in 67 città del Paese, 58 feriti tra i civili e 115 tra le forze di sicurezza.
Secondo l’Associazione dei medici turchi, 484 manifestanti sono stati soccorsi negli ospedali di Istanbul da venerdì scorso.
Sebbene la situazione nelle città sia tornata alla calma, la Turchia deve far fronte a molti interrogativi sugli sviluppi della protesta.
Erdogan che nella conferenza stampa tenutasi all’aeroporto di Istanbul prima di partire per un tour nel Maghreb ha coluto rassicurare i cittadini appellando alla calma e a rilassarsi.
Erdogan ha anche dichiarato che al suo ritorno incontrerà il sindaco di Istanbul per mediare sulla destino del parco di Taksim.
La linea del Premier che sostene che la protesta provenga da piccole frange estremiste, minimizzando un malcontento nazionale è anche sostenuta dai media controllati dal governo.
Tuttavia, la situazione nel paese che coinvolge anche alte fasce della società: attivisti, sindacati, universitari e opposizione che criticano la deriva islamista della politica di Erdogan dopo le ultime leggi sul divieto di alcool nei pressi di moschee, il divieto di effusioni affettive in pubblico oppure la legge sull’abborto. In Turchia si teme l aperdita delle libertà conquistate in questi ultimi anni.
Fortemente criticate le azioni violente delle forze dell’ordine che hanno fatto un uso indiscriminato di lacrimogeni e gas orticanti. I medici dell’ospedale di Ankara hanno dichiarato la morte celebrale di un giovane manifestante colpito da un proiettile alla testa.

Redazione