Durissimo attaco di Bossi a Maroni: “Sta distruggendo la Lega”

Umberto Bossi (Foto: GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

A furia di buttare fuori gente e tradire gli ideali della Lega la pressione su di me s’è fatta irresistibile. Devo per forza rimettermi alla guida del partito“, sono le parole di Umberto Bossi, rilasciate in un’intervista a Gad Lerner per il quotidiano “Repubblica”, in edicola oggi. Il fondatore della Lega Nord si è lanciato in duro attacco contro l’attuale segretario Roberto Maroni, colpevole di essersi “rammollito” e aver “tradito” gli ideali su cui era stata fondata la Lega.

Mi fa rabbia che Maroni cancelli ‘la Padania’ e si rammollisca con ‘Prima il Nord’ – ha detto Bossi a Repubblica – proprio quando era maturo il tempo per farci forza del diritto internazionale. Nell’Europa in crisi torna attuale l’indipendenza dei popoli attraverso il referendum, come in Scozia e in Catalogna, superando la fase del federalismo. Lo faremo anche in Padania“, ha ribadito. “La forza io ce l’ho ancora, a me non mi ammazza nessuno. E stavolta mi hanno fatto davvero ‘incazzare’. Il capo della Lega resto io“, ha tuonato Bossi. Di Maroni ha detto: “Non ha i nostri ideali. Quando uno tradisce una volta poi tradisce sempre. E lui nel 1994 quando ruppi con Berlusconi sedeva al suo fianco. Oggi si illude di diventare il plenipotenziario di Berlusconi al Nord. Ma il Pdl non rinuncerà mai a presentare sue liste in casa nostra, come fa come fa la Cdu tedesca con la Csu in Baviera”. Berlusconi, ha aggiunto Bossi, “è stato un moltiplicatore di consenso per noi. Ma la destra è nazionalista, l’autodeterminazione è più facile che si realizzi con la sinistra. Perciò per l’indipendenza, si deve rompere con la destra, pazienza. Però, il rapporto di Maroni con Berlusconi è un’altra storia. Lui all’indipendenza non ci crede e quindi rimane sottomesso”, è la conclusione del Senatur.

Maroni sta distruggendo la Lega – ha continuato Bossi -, butta fuori la gente. Io sarei stato dell’idea di non fare alcuna battaglia. Ma a furia di buttar fuori gente e tradire i nostri ideali la pressione su di me si è fatta irresistibile. Devo per forza mettermi alla guida del partito”, ha spiegato, annunciando anche l’uscita di un nuovo giornale: “La lingua padana”. “Ripartiamo dalla nostra identità – ha detto Bossi – ce ne è bisogno enorme. E allora il traditore dovrà fare i conti con noi“.

Parlando delle strategie del partito, il Senatur ha dichiarato: “Quel mio colpo di genio con cui avevamo preso la guida di Venento e Piemonte con Zaia e Cota di questo passo ce lo sogniamo. Tosi in Veneto porta via i voti alla Lega e fa accordi con i fascisti. Né il suo progetto per Verona mi è mai piaciuto. In Piemonte vogliono mettere a capo la moglie di Calderoli, Gianna Gancia: brava amministratrice ma dubito abbia le doti per guidare il movimento”.

In merito alle inchieste sui fondi della Lega distratti da Belsito e usati per scopi personali, anche a vantaggio della famiglia di Bossi, secondo le accuse, Il fondatore della Lega ha detto: “A Belsito i magistrati fanno dire quello che vogliono” e “lui non era un mio nome”, “aveva lavorato con Biondi, del Pdl”. “Sono tutte balle“, La Lega a me e alla mia famiglia non ha mai dato dei soldi che non servissero per la militanza”, ha detto Bossi, “non si permettano, perché i ladri sono altrove”. “Quando la Lega è nata e magari c’era da comprare un’automobile – ha spiegato -, i soldi ce li mettevo io di tasca mia. A questo partito ho dato tutto, nessuno osi dire il contrario”, ha sottolineato il Senatur. E sulle scuse che nell’aprile del 2012 pronunciò in lacrime, a nome dei suoi figli, davanti ai militanti del partito a Bergamo, Bossi ha detto che fu “un’umiliazione e un’ingiustizia troppo grande”: “Non lo rifarei mai, non ripeterei quelle parole. A Bergamo mi ci avevano trascinato in manette”.

Redazione

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