Il ritorno di Assange, dura invettiva contro “il nuovo imperialismo” di Google

Julian Assange (GEOFF CADDICK/AFP/GettyImages)

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, torna alla carica e lo fa con una dura invettiva contro “The New Digital Age”, saggio scritto da Eric Schmidt e Jared Cohen, definito senza mezzi termini “un progetto sorprendentemente chiaro e provocatorio di imperialismo tecnocratico”. Il saggio rappresenterebbe “il legame sempre più stretto fra il dipartimento di Stato e la Silicon Valley, impersonato dal signor Schmidt, presidente esecutivo di Google, e dal signor Cohen, ex consulente di Condoleezza Rice e Hillary Clinton e ora direttore di Google Ideas”.

Ha spiegato Assange nel lungo articolo apparso sul New York Times che i due autori “si sono incontrati nella Baghdad occupata nel 2009, quando il libro è stato concepito. Passeggiando tra le rovine, i due si eccitavano scoprendo che la tecnologia di consumo stava trasformando una società schiacciata dall’occupazione militare degli Stati Uniti. Hanno così stabilito che il settore tech sarebbe potuto essere un agente potente della politica estera americana”.

Il libro, sostiene ancora il più noto dei ‘pirati informatici’, “cerca di convincerci che la tecnologia è in grado di rimodellare i popoli e le nazioni del mondo, che lo voglia o no, a immagine della superpotenza dominante. Questo libro è prima di ogni altra cosa il tentativo da parte di Google di presentarsi come il grande visionario geopolitico dell’America, l’unica azienda in grado di rispondere alla domanda: ‘In che direzione dovrebbe andare l’America?’. Gli autori si caricano di buon grado sulle spalle il fardello dello smanettone bianco”.

Gli autori del testo, dice Assange, sono tra l’altro ostili al ‘cambiamento’ egiziano iniziato in piazza Tahrir, affermando che “il mix di attivismo e di arroganza nei giovani è universale”. Il saggio “rispecchia tabù istituzionali e ossessionidel Dipartimento di Stato. Evita la critica significativa di Israele e Arabia Saudita” e nel contempo si scaglia contro il cambiamento in America Latina. Secondo Assange, dunque, Google, nato ideologicamente come prodotto al servizio delle nuove generazioni, “si è dato in pasto agli elementi di potere tradizionali di Washington, dal Dipartimento di Stato all’Agenzia per la Sicurezza Nazionale”.

 

 

Paolo Battisti