‘The Guardian’ denuncia: la sicurezza Usa registra milioni di telefonate

Verizon (Justin Sullivan/Getty Images)

Secondo ‘The Guardian’, la Nsa (Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana) avrebbe ordinato alla compagnia telefonica Verizon di consegnare la lista delle telefonate compiute “sia all’interno degli Stati Uniti sia tra gli Stati Uniti e altri Paesi”.

Secondo il quotidiano inglese, “il documento dimostra per la prima volta che, sotto l’amministrazione Obama, le registrazioni delle comunicazioni di milioni di americani sono state raccolte indiscriminatamente e in massa, indipendentemente dal fatto che essi fossero sospettati di qualche illecito”. L’ordinanza imporrebbe alla Verizon di fornire per tre mesi determinate informazioni su tutte le telefonate effettuate.

L’ordinanza, firmata dal giudice Roger Vinson, riguarderebbe esclusivamente i cosiddetti metadati, vale a dire i numeri telefonici in entrata e uscita, ma non sarebbe comunque giustificata da nessuna minaccia terroristica. Questa sarebbe, per il quotidiano inglese, la prova dell’utilizzo indiscriminato di intercettazioni telefoniche da parte dell’amministrazione guidata dal presidente Barack Obama.

Da parte dell’Fbi e dell’amministrazione Usa nessun commento finora atto a smentire o avallare le indiscrezioni pubblicate dal ‘The Guardian’, mentre la Nsa si limita a dire: “Risponderemo appena possiamo”. Secondo il giornale inglese, questa procedura, che consentirà di ‘spiare’ le telefonate fino al 19 luglio prossimo, è resa possibile dal cosiddetto Patriot Act approvato dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, provvedimento fortemente voluto dall’allora presidente George W. Bush.

Non è possibile sapere, al momento, se ci siano altre compagnie coinvolte, oltre a Verizon.

Redazione online