Il Pontefice incontra i giovani gesuiti: “La magnanimità punto fermo del vostro cammino”

Papa Francesco (AFP/Getty Images)

Incontrando stamattina i giovani gesuiti, Papa Francesco ha detto loro che “nell’educazione che diamo ai Gesuiti il punto chiave è, per il nostro sviluppo di persona, la magnanimità. Noi dobbiamo essere magnanimi, con il cuore grande, senza paura. Scommettere sempre sui grandi ideali. Ma anche magnanimità con le cose piccole, con le cose quotidiane”.

Ha spiegato il Pontefice:”Magnanimità significa camminare con Gesù, con il cuore attento a quello che Gesù ci dice. Anche su questa strada vorrei dire qualcosa agli educatori, agli operatori nelle scuole, e perché se sempre camminiamo in fretta ci stanchiamo e non possiamo arrivare alla fine, aai genitori”. Il Papa ha poi risposto alle domande poste dai giovani, sostenendo: “Camminare è un’arte, perché se sempre camminiamo in fretta ci stanchiamo e non possiamo arrivare alla fine, alla fine del cammino. Invece, se ci fermiamo e non camminiamo, neppure arriviamo alla fine. Camminare è proprio l’arte di guardare l’orizzonte, pensare dove io voglio andare ma anche sopportare la stanchezza del cammino”.

A un altro ragazzo che gli chiedeva se volesse diventare Papa, ha risposto: “Una persona che vuole fare il Papa non vuole bene a se stessa. No, io non ho voluto fare il Papa”. E ancora: “Credo che questo sia proprio della nostra spiritualità, andare fuori, andare alle missioni ad annunziare Gesù Cristo. Credo che questo sia proprio della nostra spiritualità, andare fuori, uscire: uscire sempre per annunziare Gesù Cristo, e non rimanere un po’ chiusi nelle nostre strutture, tante volte strutture caduche, no? E’ quello che mi ha mosso”.

Poi Papa Francesco ha spiegato il senso della sua missione spirituale: “Ho necessità di vivere fra la gente, e se io vivessi solo, forse un po’ isolato, non mi farebbe bene. Ma questa domanda me l’ha fatta un professore: ‘Ma perché lei non va ad abitare là?’. Io ho risposto: ‘Ma, senta, professore: per motivi psichiatrici’, eh? Perché … è la mia personalità. Anche l’appartamento, quello non è tanto lussuoso, tranquilla. Ma non posso vivere da solo, capisci? E poi, credo, che sì, i tempi ci parlano di tanta povertà, nel mondo, e questo è uno scandalo. La povertà del mondo è uno scandalo. In un mondo dove ci sono tante, tante ricchezze, tante risorse per dare da mangiare a tutti, non si può capire come ci siano tanti bambini affamati, ci siano tanti bambini senza educazione, tanti poveri. La povertà, oggi, è un grido. Tutti noi dobbiamo pensare se possiamo diventare un po’ più poveri: anche questo, tutti lo dobbiamo fare”.

Poi sulla crisi: “La crisi che noi in questo momento stiamo vivendo è una crisi umana. Si dice: ma, è una crisi economica, è una crisi del lavoro … Sì, davvero. Però, perché? Perché questo problema del lavoro, questo problema nell’economia, sono conseguenze del grande problema umano. Quello che è in crisi è il valore della persona umana, e noi dobbiamo difendere la persona umana”.

E sul ruolo dei cattolici in politica: “Coinvolgersi nella politica è un obbligo, per un cristiano. Noi cristiani non possiamo giocare da Pilato, lavarci le mani: non possiamo. Dobbiamo immischiarci nella politica, perché la politica è una delle forme più alte della carità, perché cerca il bene comune. E i laici cristiani devono lavorare in politica”.

Infine Papa Francesco ha spiegato: “La povertà è la carne di Gesù povero, in quel bambino che ha fame, in quello che è ammalato, in quelle strutture sociali che sono ingiuste … Andare, guardare laggiù la carne di Gesù. Ma non lasciatevi rubare la speranza dal benessere, dallo spirito del benessere che alla fine ti porta a diventare un niente nella vita! Il giovane deve scommettere su alti ideali: questo è il consiglio. Ma la speranza, dove la trovo? Nella carne di Gesù sofferente e nella vera povertà. C’è un collegamento tra i due”.

Redazione online