Il ministro della Difesa Mario Mauro (GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

Il ministro della difesa Mario Mauro, in un’intervista al quotidiano cattolico ‘Avvenire’, ha affermato: “Vinceremo la sfida, cambieremo la Costituzione. Lo scriva: la prossima primavera l’obiettivo sarà stato centrato. Siamo obbligati ad andare in paradiso. Magari solo per paura di finire sprofondati all’inferno. È così: fallire vorrebbe dire solo una cosa, l’autodistruzione della politica”.

Insiste il ministro: “Siamo l’ultima chance per gli italiani e abbiamo voglia e forza per bruciare le tappe. Ma una cosa deve essere chiara: il Paese si salva se mettiamo la politica nelle condizioni di rispondere alle sfide in tempo reale. Se non cambiamo la Costituzione la politica non riuscirà mai a incidere sul serio sulla vita economica e sociale del Paese. È per questo che abbiamo il dovere di non perdere nemmeno un giorno. Senza la riforma della Carta tutte le novità di carattere economico che potremmo mettere in campo sono destinate a impantanarsi: è sempre accaduto e continuerebbe ad accadere”.

Ha poi spiegato Mauro: “Abbiamo opinioni distanti: c’è chi è per il semipresidenzialismo, chi come me per il cancellierato, chi per il presidenzialismo… Ma la legge non si fermerà certo alla definizione del nuovo sistema di governo”. Poi la domanda provocatoria: “Se passasse il presidenzialismo il capo dello Stato sarebbe ancora il presidente del Consiglio superiore della magistratura? Se al Quirinale finisse un signore che si chiama Silvio Berlusconi potrebbe anche guidare il Csm? Credo che la risposta sia superflua”.

Per Mauro, il governo Letta potrebbe essere vittima di inconcludenza “figlia della paura. E allora dico che tutti siamo chiamati ad avere più coraggio rispetto al passato. È il momento di osare, di passare dalla logica di numeri due a una logica di numeri uno. Penso a Letta, ma penso anche ad Alfano”. Poi su Renzi e la situazione interna al Partito Democratico: “Fa prevalere il calcolo e scommette sulla possibilità di tornare al voto in tempi brevi: solo così ha senso e spessore il profilarsi della sua leadership nel Pd. Ma se Letta vince la scommessa del governo e delle riforme inevitabilmente mette una seria ipoteca anche sulla leadership dei Democratici”.

Ha concluso Mauro: “Il governo non può cadere. Ha il dovere, anzi l’obbligo, di garantire al Paese una nuova fase costituente. Vede, io, Alfano, Letta giuravamo mentre davanti a Palazzo Chigi sparavano a due carabinieri. Credo che questo ci definisca molto di più delle nostre contraddizioni. E allora o siamo capaci di cogliere la grandezza della sfida o appariremo come la casta che si è cibata del sacrificio dello Stato per continuare con i vecchi disgustosi privilegi”.

Redazione online