Querelle tra Bce e Bundesbank sull’acquisto dei bond, il Pdl difende Mario Draghi

Mario Draghi (Getty Images)

Si svolgeranno oggi e domani davanti alla Corte costituzionale tedesca a Karlsruhe le due udienze che dibatteranno la legittimità del programma Omt della Banca centrale europea e che vedranno il principale istituto di credito europeo confrontarsi con la Bundesbank sul piano d’acquisto dei bond nei Paesi dell’Eurozona in difficoltà. La decisione finale è attesa per settembre.

C’è già stato un botta e risposta tra il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, e Mario Draghi, numero uno della Bce. Il primo ha sottolineato che “non si tratta di due banche centrali che si combattono davanti alla Corte”, mentre Draghi ha sostenuto alla Zdf: “Ho piena fiducia nell’indipendenza della Corte Costituzionale tedesca e nella sua capacità di decidere in modo giusto su tutti i consigli che le stanno arrivando da più parti”.

L’eco della querelle è giunta in Italia con il Pdl che si è schierato al fianco di Mario Draghi. Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera, ha espresso “solidarietà al presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, per i continui attacchi della Bundesbank al suo operato. Sarebbe bene che da parte di tutti si procedesse a interpretare, senza pregiudizi ideologici nè intenti polemici, gli strumenti adoperati dalla Bce per dare risposta alla crisi della zona euro, non in astratto, ma sulla base dello Statuto, che figura come protocollo allegato al Trattato che istituisce la Comunità europea”.

Duro l’attacco di Fabrizio Cicchitto: ” Invece di guardare la pagliuzza revisionista dell’Italia, bisogna guardare la trave conservatrice reazionaria proveniente dalla Bundesbank, che rischia di fare esplodere l’euro togliendo alla Bce quei margini di movimento che sono molto minori di quelli della Federal Reserve e delle altre banche centrali che stanno alle spalle della sterlina e dello yen”.

Di “estate rovente a causa della Germania con l’incognita sul futuro dell’euro” ha parlato l’ex ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che ha aggiunto: “Sullo sfondo le elezioni tedesche di fine settembre, in primo piano il processo della Corte costituzionale tedesca sui ricorsi contro la Bce per il suo appoggio con liquidità illimitata ai titoli sovrani dei paesi in crisi. La sentenza arriverà al termine dell’estate e nel frattempo l’Ue é di nuovo ostaggio di questo paese. Dopo mesi e mesi di assoluto rigore, il cammino dell’Europa viene di nuovo bloccato in attesa di capire chi vincerà tra i conservatori che contestano la gestione di Mario Draghi e coloro i quali invece giudicano legittimo e necessario il programma di acquisti di bond”.

Infine, Alessandro Pagano ha accusato la Germania di “aver ‘cannibalizzato’ i cosiddetti Paesi più deboli, prima di essere coinvolta dalle conseguenze di un effetto domino sta egoisticamente correndo ai ripari ‘lavorando’ all’implosione dell’euro. Quanto sta accadendo impone quanto meno un serio e franco dibattito in Ue”.

Redazione online