Turchia: sgombero di Piazza Taksim, centinaia di agenti lanciano lacrimogeni e proiettili di gomma. Catena umana dei pacifisti

Proteste Istanbul (Getty images)

Sono fragili gli equilibri che regolano i governi, come le migliaia di persone che sfidano le autorità per manifestare le loro opinioni o per difendere delle idee.
A distanza di nove giorni dal presidio di Piazza Taksim in difesa del Parco Gezi ad Istanbul, i media lo avevamo presagito nelle parole del premier Recep Tayyip Erdogan che avvertì di iniziare a parlare una lingua che sarebbe stata comprensibile dai manifestanti.
E così questa mattina, centinaia di poliziotti in tenuta anti-sommossa si sono radunati ad Istanbul sul viale principale che porta a piazza Taksim e stanno in queste ore sgomberando la piazza rimuovendo le barricate, lanciando lacrimogeni, usando cannoni ad acqua e proiettili di gomma contro le migliaia di persone in piazza.

In queste ore i manifestanti che erano accampati stanno reagendo in difesa dell’avamposto del parco Gezi, lanciando pietre e bottiglie incendiarie. Una resistenza ad oltranza contro le richieste dei poliziotti che hanno sollecitato la ritirata senza violenze da piazza Taksim.
Il governatore di Istanbul ha rassicurato che non sarà sgomberata la gente radunata nel parco Gezi sottolineando che l’intervento di oggi mira a riaprire piazza Taksim: “Da stamani siete affidati ai fratelli poliziotti”, ha poi detto il governatore.

I media parlano di una vera e propria guerriglia: la piazza è divisa in due. Da una parte i manifestanti resistono agli attacchi della polizia, dall’altra i pacifisti che si tengono per mano hanno fatto un cerchio per proteggere il parco Gezi con una lunga catena umana.

Redazione