Il ministro Saccomanni ammette: “Mancano i soldi per Imu e Iva”

Fabrizio Saccomanni (getty images)

Rispondendo oggi al Senato, nel corso del question time, su un possibile impegno a bloccare l’aumento dell’Iva, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha frenato: “Siamo consapevoli degli effetti negativi che un aumento può provocare, anche se il reperimento delle coperture alternative potrebbe essere non meno gravoso”.

Ha proseguito l’ex direttore generale di Bankitalia: “Ci sono nel dettaglio tutte le possibilità dall’eliminazione di un punto di aumento che vale 2 miliardi e poi 4 miliardi per ciascuno degli anni successivi. E’ all’esame l’ipotesi di ridurre di tre mesi o rinviarla per un periodo di tempo in modo da guardare con più chiarezza alla situazione economica, superata la fase di incertezza, che potrebbe mostrare segnali di miglioramento, visto che tutti gli istituti proiettano una ripresa verso la seconda parte dell’anno”.

Stesso discorso per quel che concerne l’Imu: “Si tratta di un’imposta che se dovesse essere eliminata comporterebbe un onere di finanziamento di 4 miliardi l’anno che, se si aggiungono ai 4 miliardi per l’Iva, fanno ipotizzare la necessità di interventi di tipo compensativo di estrema severità che al momento attuale non sono rinvenibili”.

Questi i numeri resi noti dal ministro Saccomanni: “Al 14 marzo 2013 il totale dell’introito dell’Imu è di 23,791 miliardi, di cui 20,329 per l’aliquota base pianificata dagli uffici del ministero sulla base dei dati disponibili. Per effetto delle manovre comunali, si è avuto un ulteriore gettito di 3,462 miliardi. Sul fatto che il gettito è stato superiore al previsto è assolutamente vero ed è stato il cardine della manovra che ci ha permesso di uscire dalla procedura d’infrazione. L’extra è confluito nelle entrate generali dello Stato e ha consentito di assorbire anche i contraccolpi dell’accelarazione della contrazione economica”.

Il ministro ha comunque provato a rassicurare: “Il governo è al lavoro su tutti i temi che fanno parte dell’impegno programmatico del governo: pressione fiscale sui consumi e su proprietà immobiliare. È in corso una quantificazione globale delle esigenze di finanziamento per rispondere a questi obiettivi”.

Considera inevitabile l’aumento dell’Iva anche il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, che intervistato da Bruno Vespa a ‘Porta a porta’ ha confermato: “Fra 16 giorni, senza che il governo faccia nulla, visto che è stato un provvedimento già deciso dal precedente esecutivo, noi avremo l’Iva aumentata di un punto dal 21 al 22%. Lo ho già detto nella mia assemblea più difficile, quella della Confcommercio e lo dico ora. In questo momento soldi per evitare l’aumento dell’Iva nel bilancio dello stato non ce ne sono”.

Redazione online