Sandra Zampa a OccupyPd: “Se ci fossero i numeri per un’altra maggioranza al Senato, il Pd ci pensi”

Sandra Zampa (screenshot PupiaTv)

Molte le voci all’interno dell’assemblea di OccupyPd, vale a dire dei giovani del Partito Democratico in rotta col partito dopo la mancata elezione alla presidenza della Repubblica di Romano Prodi, padre fondatore del centrosinistra italiano. Ha spiegato la leader Elly Schlein: “Gli elettori del Movimento 5 Stelle sono arrabbiati quanto i nostri. Noi facciamo una battaglia per la democrazia dentro al partito che li coinvolge, l’asse del cambiamento in Parlamento esiste già, possiamo fare alcune cose insieme. Molti di loro vengono dal centro sinistra”.

Le ha fatto eco un altro esponente del movimento OccupyPd, Lorenzo D’Agostino: “È una prospettiva interessantissima se ci consente di non essere più sotto il giogo di Berlusconi”. Il giovane democratico ha poi criticato il Movimento 5 Stelle, sostenendo: “Noi parliamo di classe dirigente inadeguata, ma domani Guglielmo Epifani non ci caccia”.

L’intervento più importante all’assemblea di OccupyPd è stato però senza dubbio quello della portavoce di Romano Prodi, Sandra Zampa, deputata del Partito Democratico, che ha detto: “Nel caso in cui avvenisse che al Senato abbiamo i voti per fare un governo diverso, bisogna che il PD si fermi e si interroghi. E se di grillini continuano a cacciarne uno al giorno, si fa in fretta”.

Ha proseguito la Zampa: “Io mi sono trovata molto bene con Michela Montevecchi, secondo me è molto brava e ne ho una grande stima dice avevo sperato di fare insieme a lei alcune cose sulla cultura, tra cui una proposta di legge per finanziare i 250 anni del Teatro Comunale. Io credo che dobbiamo avere un dialogo, i segnali di vita che vengono da lì sono buoni”.

Ha concluso la parlamentare prodiana: “Se le cose si possono risolvere e gestire in altro modo, perché no. Del resto i grillini hanno perso l’occasione della loro vita, non tutti hanno chiaro che la politica è mediazione e che nella mediazione c’è una nobiltà se fatta in nome del bene comune. Non mi sembra che la strategia di dire no a tutto sia stata premiata”.

Redazione online