Tensione in Turchia dopo lo sgombero di Gezi Park

L'intervento della polizia in piazza Taksim (Getty Images)

Ancora molto tesa la situazione in Turchia, dove non si è fermata la mobilitazione dei manifestanti antigovernativi, nonostante lo sgombero da parte della polizia di Gezi Park, dove da due settimane andavano avanti le proteste contro l’abbattimento degli alberi del parco per costruire un centro commerciale. L’ordine di sgombero era arrivato sabato sera direttamente dal premier Erdogan, che in precedenza aveva lanciato un ultimatum di 24 ore ai manifestanti.

L’intervento dei poliziotti si è avvalso anche di ruspe e la furia delle forze dell’ordine non ha risparmiato – secondo quanto raccontato dai testimoni – neanche le barelle ospedaliere e i punti ristoro posti in alcuni angoli di piazza Taksim. Migliaia di persone sono scese in piazza in diverse zone di Istanbul, con la volontà precisa di riprendersi piazza Taksim, completamente blindata dalla polizia.

La dura rappresaglia della polizia ha provocato, secondo la piattaforma Taksim, il coordinamento delle 116 realtà di movimento che sostengono la protesta, centinaia di feriti, mentre il bilancio ufficiale delle forze dell’ordine e delle autorità turche parla di 44 persone portate in ospedale e di svariati arresti. Nel corso della notte, la protesta si è estesa anche ad Ankara e Smirne. Netta la risposta al governo di piattaforma Taksim: “Continueremo e nessuno potrà fermarci”.

Nel frattempo, attivisti italiani vicini alla rete dei centri sociali hanno denunciato, attraverso il portale GlobalProject, l’utilizzo, da parte delle forze dell’ordine, di liquido urticante caricato negli idranti. Gli attivisti hanno pubblicato anche alcune foto che riprendono appunto i poliziotti mentre svuotano nei mezzi idrovori una tanica blu con la scritta Jenix che – spiegano – è un potente urticante venduto solo “alle forze dell’ordine e gendarmerie”.

Ha denunciato un militante italiano: “Questa mattina, eravamo in piazza Taksim quando abbiamo visto gli agenti armeggiare con le taniche. Non è vero che c’era solo acqua. D’altronde era evidente perché chi è stato colpito ha avuto una reazione sul corpo. Le piaghe sul viso”. Ha concluso il ragazzo: “Ogni ingresso di Taksim è bloccato. Gli agenti hanno in mano di tutto. Persino dei lancia granate e proiettili. Poi bombe acustiche. Tutti camminano rasenti al muro. Altrimenti le forze dell’ordine intervengono. Erdogan ha dichiarato che chiunque si avvicina a Taksim verrà trattato come terrorista”.

Redazione online