Datagate. Snowden critica Obama via chat e dice: “La verità sta arrivando”

Protesta a favore di Edward Snowden, 13 giugno 2013, Hong Kong (getty images)

Con una livechat trasmessa sul sito del The Guardian, Edward Snowden, l’attivista protagonista del cosiddetto Datagate attualmente ricercato dalle autorità statunitensi per aver trasmesso alcune informazioni riguardanti l’agenzia per la sicurezza USA, è intervenuto ed ha spiegato le sue ragioni.

Nel corso della conferenza via chat, durante la quale ha risposto ad alcune domande rivoltegli dagli utenti della rete, Snowden ha parlato da una località (presumibilmente di Hong Kong) non specificata con alcune interruzioni che dovrebbero aver impedito ai servizi americani di individuare il luogo preciso in cui si trova.

“Il governo americano, come ha fatto con altri informatori, ha immediatamente e prevedibilmente distrutto ogni possibilità di un processo equo in patria, dichiarandomi apertamente colpevole di tradimento. Tutto quello che posso dire è che il governo statunitense non riuscirà a coprire tutto questo mettendomi in prigione o uccidendomi. La verità sta arrivando, e non può essere fermata” ha scritto Snowden nel corso della chiacchierata via chat.

L’attivista ha poi denunciato il comportamento di Barack Obama il quale, a suo dire, non avrebbe rispettato le promesse fatte ed avrebbe consentito che si moltiplicassero le attività abusive dell’agenzia di sicurezza.

Il ventinovenne Snowden lavorava per la NSA quando ha denunciato i programmi di sorveglianza telefonica e via web approvati dal Congresso statunitense nel corso dell’amministrazione Bush.

 

Redazione online