Maria Chiara Carrozza: “Con il decreto ‘del fare’, inversione di rotta sulla scuola”

Il ministro Maria Chiara Carrozza (Getty Images)

Il decreto ‘del fare’, approvato sabato sera in CdM, è ancora in primo piano nel dibattito politico; sul quotidiano “L’Unità” in edicola oggi, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza, già rettore alla Scuola Superiore Sant`Anna di Pisa, ne ha illustrato i contenuti per quel che riguarda le modifiche nell’esercizio del suo ministero.

Diverse le novità introdotte, a partire da un fondo straordinario per l’edilizia scolastica, tematica cara a molte associazioni studentesche. Ha spiegato la Carrozza: “Abbiamo previsto un investimento straordinario di 100 milioni per il triennio 2014/2016 con il contributo dell`Inail dunque ora si può partire con le priorità che ci sono state già segnalate. Il Miur ha già una programmazione in tal senso con Regioni e Enti Locali. Ora con il Ministero delle Infrastrutture gestiremo i fondi partendo da lì”.

Altri argomenti oggetto di discussione e nell’agenda delle priorità del ministro sono il calo degli immatricolati all’università, la disoccupazione giovanile e la mobilità regionale. In particolare su quest’ultimo argomento, il ministro ha annunciato delle novità: “Abbiamo pensato a delle ‘borse per la mobilità’: 12 milioni di euro (5 per il 2014 e 7 per l`anno successivo) a favore di studenti con un curriculum scolastico eccellente. È un premio, solo un segnale. Spero poi nell`arco dei prossimi mesi di avere a disposizione altri fondi per dare piena attuazione all`articolo 34 della Costituzione che dice, appunto, che i capaci e meritevoli benché privi di mezzi hanno il diritto di raggiungere l`istruzione superiore”.

Altro tassello importante è quello della ricerca: “Per ora liberiamo posti per 1500 ordinari e 1500 nuovi ricercatori grazie al turnover che passa dal 20 per cento al 50 per cento dei pensionamenti. Cioè se fino ad oggi gli atenei potevano assumere un ricercatore ogni 5 pensionati, ora sarà uno ogni due. Abbiamo messo a sistema anche il tenure track, la valutazione dopo cinque anni del lavoro del ricercatore per passare ad associato”.

Ha sottolineato il ministro: “L`ottica adesso è quella di razionalizzare le poche risorse, eliminare gli sprechi, trovare nuovi fondi e indirizzarli bene così da non disperdere più le energie. Certo bisognerà lavorare moltissimo”. La Carrozza ha indicato anche le tappe per salvaguardare la ricerca in Italia: “Con la concessione di contributi alla spesa e interventi per finanziare soprattutto lo sviluppo di start-up ad alto valore tecnologico e di spin-off universitari ma anche valorizzando progetti di social innovation per giovani con meno di 30 anni e potenziando i rapporto tra ricerca pubblica, imprese, enti pubblici di ricerca. Stiamo parlando di una razionalizzazione di fondi esistenti, purtroppo non è ancora il reintegro del Ffo (Fondo finanziamento ordinario), speriamo di farlo in futuro. Almeno però gestiamo tutto come un unico pacchetto”.

Ha concluso il ministro: “È un momento di crisi e le risorse sono limitate. Per adesso con questi provvedimenti abbiamo dato un segnale. Ma costituiscono una prima tranche: presto affronteremo il resto come il reclutamento dei docenti e il diritto allo studio. Bisogna andare di pari passo tra la semplificazione e ricerca della risorse”.

Redazione online