Camera, deputato di Scelta Civica aggredisce verbalmente esponenti M5S

Alessandro Di Battista (Giorgio Cosulich/Getty Images)

Stamattina è salita la tensione alla Camera nel corso della discussione sul ddl emergenze, a causa dell’ostruzionismo portato avanti dal Movimento 5 Stelle, che nei giorni scorsi aveva denunciato attraverso la deputata Federica Daga: “A noi della Camera è stato presentato giovedì 13 giugno con meno di 24 ore di tempo per emendare il testo. Ora il Pd, e così la maggioranza, chiede il ritiro di tutti gli emendamenti presentati da tutti gli schieramenti altrimenti il Governo ne darà parere sfavorevole in fase di voto in Aula. Questo per non dover ripresentare un testo emendato al Senato. Perché? Perché il 25 giugno il decreto decade. Sottolineo che il testo è a prima firma Monti, un testo presentato lo scorso 26 aprile 2013 da un governo dimissionario. Ci chiedono di ritirare tutti gli emendamenti! Ora stiamo votando ogni singolo emendamento che noi non intendiamo ritirare perché ci sentiamo esautorati dalla funzione di Deputati della Camera”.

Nel corso dell’intervento di Alessandro Di Battista, mormorii si erano sollevati dai banchi della maggioranza e al termine un altro deputato del Movimento 5 Stelle, Angelo Tofalo, prendendo la parola, ha denunciato: “Angelo Cera di Scelta Civica ha detto ‘ti do un pugno che ti ammazzo’. E’ inaccettabile. O va cacciato o non so qui che succede”. A rincarare la dose, Carlo Sibilia, secondo il quale Cera avrebbe rivolto epiteti ingiuriosi nei confronti suoi e di Alessandro Di Battista.

Cera ha in parte ammesso le sue responsabilità: “Quello alto e grosso con la giacca bianca si è avvicinato minaccioso verso Cesa per un precedente intervento. Io gli ho detto ‘mo’ se non te ne vai t’appizzo un pugno che t’ammazzo”. Intanto, Daniele Martinelli, uno dei responsabili comunicazione del Movimento 5 Stelle, ha fatto sapere: “Pubblicheremo un video dell’accaduto”.

Poco dopo il gruppo parlamentare del M5S ha diramato una nota in cui si legge tra l’altro: “E’ inutile parlare di riforme istituzionali, perché è già in atto, nella prassi, una modifica della Costituzione che toglie al Parlamento ogni potere. E ci chiediamo dov’è colui che si è dichiarato il garante della Carta costituzionale? Dov’è colui che ha garantito il rispetto delle opposizioni? Dov’è Napolitano?”.

Redazione online