Famiglie sempre più povere, Confesercenti: il potere di acquisto scenderà di 4mila euro nel 2013

Spesa al mercato di Napoli (Foto: Christopher Furlong/Getty Images)

La situazione economica delle famiglie italiane è sempre più preoccupante a causa della crisi e dell’impennata della pressione fiscale. Gli italiani, insomma, stanno diventando sempre più poveri. A lanciare l’allarme è Confesercenti che avverte che nel 2013 ogni famiglia vedrà ridotto il proprio potere d’acquisto di 4mila euro, a meno che il governo non intervenga con azioni incisive. Dal 2008 il reddito disponibile delle famiglie si è contratto di 98 miliardi di euro. E’ quanto ha rilevato uno studio di Confesercenti presentato oggi dal presidente Marco Venturi in occasione dell’assemblea annuale.

“Il reddito disponibile delle famiglie, che fra il 2008 e il 2012 aveva registrato una flessione dell’ordine di 94 miliardi, aumenta la sua flessione fino a 98: nel 2013, dunque, ogni nucleo familiare vedrà mediamente ridotto di quasi 4 mila euro il proprio potere d’acquisto; una riduzione che si va a sommare a quelle subite nei cinque anni precedenti”, ha spiegato Confesercenti.

L’associazione ha messo in guardia sul pericolo di un ulteriore crollo dei consumi: se la situazione economica italiana non cambia, nel 2013 il calo dei consumi sarà ancora più marcato: “Agli 85 miliardi svaniti fra il 2008 e il 2012 si andrebbe a sommare la flessione attesa per il 2013: altri 60 miliardi rispetto al livello pre-crisi. In sostanza, gli oltre 145 miliardi di consumi ‘persi’ negli ultimi sei anni, sottintendono una contrazione di spesa pari, mediamente, a quasi 6mila per ciascuna famiglia italiana“.

Il presidente Venturi ha poi denunciato la vera e propria “ecatombe” dei piccoli negozi: “Ogni giorno chiudono 5 negozi di ortofrutta, 4 macellerie, 42 di abbigliamento, 43 ristoranti, 40 pubblici esercizi”, in totale fanno 134 negozi in meno al giorno. “Tra il 2008 e il 2013”, ha detto Venturi, c’e’ stata “un’enorme quantità di chiusure”: Mancano all’appello “224.000 titolari e tantissimi collaboratori”.

Riguardo alla questione fiscale, Confesercenti ha detto “no all’aumento dell’Iva e no alla Tares”, che sarebbero “vere e proprie barriere allo sviluppo”. Venturi si è poi opposto alle “sanzioni abnormi di Equitalia a carico di chi non dichiara e non può pagare”.

Redazione

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