Siria: uccisi tre bambini a Damasco. La conferenza di Doha decide per invio aiuti ai ribelli

Esplosioni nel centro di Damasco, Siria (Getty Images)

Si è tenuta oggi, la conferenza internazionale degli Amici della Siria, a Doha in Qatar. Gli 11 Paesi riuniti, tra cui l’Italia, hanno deciso di inviare “un aiuto urgente in materiali ed equipaggiamento” all’opposizione siriana che sta combattendo contro il regime del presidente Bashar al-Assad. I Paesi intervenuti alla conferenza di Doha hanno anche chiesto il ritiro immediato dalla Siria dei combattenti Hezbollah ed iraniani, in quanto “aiutano il regime a reprimere il popolo siriano” e minacciano “l’unità della Siria”. Nel documento uscito dalla conferenza, cui hanno partecipato i ministri degli Esteri degli undici Paesi, si legge che “qualsiasi aiuto militare” ai ribelli siriani “sarà canalizzato” dall’Alto Consiglio militare dell’Esercito libero siriano (ASL). La decisione di inviare gli aiuti all’opposizione è stata adottata dalla conferenza di Doha con l’obiettivo di “cambiare l’equilibrio delle forze sul campo“, “far fronte agli attacchi brutali del regime e di proteggere il popolo siriano“. In merito agli aiuti militari, nel documento si precisa che “ogni Paese” viene lasciato “libero di fare a modo proprio”.

Oggi a Doha, Segretario di Stato Usa John Kerry aveva dichiarato di voler aumentare il sostegno all’opposizione siriana per mettere fine allo “squilibrio” delle forze sul terreno in Siria; anche se non si era pronunciato in modo chiaro e diretto sulla fornitura di armi ai ribelli.

Di diverso avviso il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, che punta sulla conferenza di pace, definita come “unica soluzione”. Al termine della conferenza di Doha, Bonino ha dichiarato che gli 11 ministri degli esteri dei Paesi Amici della Siria, hanno convenuto che occorre “tenere vivo, anzi alimentare, il processo che porti a Ginevra 2“, ovvero alla seconda conferenza di pace di Ginevra, e che “Ginevra 2 deve essere l’applicazione di Ginevra 1”, ha sottolineato Bonino.

Lo stesso ministro degli Esteri britannico William Hague ha dichiarato che la soluzione al conflitto in Siria può essere solo politica, con una conferenza a Ginevra che “metta ad uno stesso tavolo il regime e l’opposizione“; anche se “non ci si aspetta che la conferenza di pace si tenga nelle prossime settimane”, ha precisato. IL premier del Qatar, al Thani, ha detto invece che “armare i ribelli in Siria è l’unico modo per ottenere la pace. Il sostegno morale non è sufficiente”.

Nel frattempo proseguono le violenze nel Paese e oggi l”Osservatorio siriano dei diritti umani ha riportato la notizia dell’uccisione di tre bambini, tutti appartenenti alla stessa famiglia. I piccoli sono morti la notte scorsa durante un bombardamento a colpi di mortaio nel quartiere Qabun, di Damasco, da diversi giorni sotto il tiro dell’esercito di Assad.

Redazione

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