Giustizia: emendamento del Pdl per riformarla. Il Pd: “Non è in programma”

L'Aula del Senato (Getty Images)

E’ polemica intorno a un emendamento al testo che istituisce il Comitato per le Riforme presentato dal senatore pidiellino Donato Bruno, per proporre delle modifiche al sistema giudiziario. L’emendamento prevede che che “al comma 1” dell’articolo 2 del ddl, si sostituiscano “le parole: “degli articoli di cui ai titoli i, ii, iii e v della parte seconda della costituzione” con le seguenti: “degli articoli di cui alla parte seconda della costituzione”.

A nulla sono valse le assicurazioni dell’esponente del Pdl, che ha sostenuto: “Non c’è stato alcun blitz del Pdl sulla giustizia. Gli emendamenti al ddl costituzionale per le riforme della seconda parte della Carta sono stati depositati prima della sentenza relativa a Berlusconi. E del resto della necessità di modificare il titolo IV ne avevamo parlato apertamente nel corso della discussione in commissione, è un fatto tecnico inevitabile”.

Ha proseguito Bruno: “Se decidiamo di andare verso un modello presidenziale va rivista anche la guida del Csm che spetta al presidente della Repubblica. Le riforme influiscono anche su Csm e Corte costituzionale. Che facciamo? Non li tocchiamo? Mi sembra assurdo. E’ un problema tecnico, le modifiche saranno necessarie”.

Ha provato a gettare acqua sul fuoco anche il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello: “Il dibattito generale sugli emendamenti ieri in Commissione è stato chiarissimo. Vi è l’esigenza condivisa che eventuali correlazioni derivanti dalle riforme istituzionali che dovessero cadere al di fuori delle materie indicate nel disegno di legge attualmente in esame possano essere affrontate dal Parlamento”.

Secondo Quagliariello, “si tratta di un’esigenza condivisa che il governo aveva ben presente ma rispetto alla quale ha ritenuto giusto che a intervenire fosse il Parlamento. La formulazione più adeguata verrà individuata nei prossimi giorni di comune accordo in sede di Commissione. Ho parlato con il presidente Donato Bruno, il cui intervento ieri nel corso dei lavori è stato chiarissimo senza lasciare adito a dubbi, ed egli mi ha ribadito che è soltanto questo il senso dell’emendamento presentato dal Pdl, confermando la disponibilità a trovare la formulazione più consona insieme agli altri gruppi della maggioranza”.

Di tutt’altro parere Davide Zoggia, responsabile organizzazione del Partito Democratico, interpellato dall’Agenzia Dire: “Le regole d’ingaggio di questo governo sono state chiare. Noi abbiamo un obbligo, quello di provare a rispondere alla crisi socio-economica del Paese e alcuni provvedimenti si stanno facendo, pur in una situazione di difficoltà”.

Ha concluso Zoggia: “Lo stesso per quanto riguarda le riforme costituzionali, per cui ci siamo dati 18 mesi di tempo per fare la verifica che le cose possano essere portate a compimento. La’ dentro, nel dispositivo votato nella fiducia al governo Letta che nella discussione sulle riforme, i temi sono ben chiari e definiti. E la giustizia non c’era”.

Redazione online