Bonifico milionario a Sabina Began, indagini su Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Dan Kitwood/Getty Images)

Secondo quanto sostiene oggi il quotidiano ‘Repubblica’ con un articolo a firma Giuliano Foschini, le procure di Roma e di Bari avrebbero ricevuto lo scorso febbraio una segnalazione dalla Banca d’Italia con i dettagli di un’operazione definita sospetta, vale a dire un bonifico da un milione e 400mila euro effettuato dall’ex premier Silvio Berlusconi all’attrice Sabina Began, già coinvolta nell’inchiesta su Tarantini e nel cosiddetto Rubygate, negli stessi giorni – scrive il quotidiano romano – in cui veniva arrestato l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola.

Negli stessi giorni, sempre secondo quanto sostiene ‘Repubblica’, Sabina Began avrebbe anche ricevuto un avviso di conclusione indagini per aver procurato delle prostitute a Silvio Berlusconi. Il bonifico sarebbe stato effettuato sul conto della Moon&Stars, azienda senza dipendenti, con un capitale sociale di 10mila euro e un’unica azionista, Sabina Began. Sarebbe stata Bankitalia a denunciare l’operazione sospetta.

La Began ha sempre dichiarato di non aver agito a favore dell’ex premier per ragioni economiche, sostenendo tra l’altro in passato: “È un complotto contro Berlusconi, altro che prostitute, io ero pazza di lui. Io per amore di Silvio rifiutai George Clooney. Io ho agito con amore verso Berlusconi, l’ho amato e lo amo tuttora. Vorrei essere una geisha per il presidente”.

Secondo le comunicazioni fatte dalla Banca d’Italia, dopo aver intascato il bonifico, la Moon&Stars avrebbe acquistato dall’avvocato Giovanni Lombardi ex presidente del Siena calcio e già condannato a tre anni e sei mesi per una bancarotta fraudolenta, un immobile in via Baccina, in un elegante quartiere di Roma. Le informazioni di Bankitalia rivelano che dopo l’operazione, la società di Sabina Began venne messa in liquidazione.

Nel frattempo, secondo quanto rivela l’Huffington Post, nuove grane potrebbero arrivare su Berlusconi dagli strascichi del processo Ruby, che lo ha visto condannato a 7 anni di reclusione in primo grado. Il portale cita infatti un ragionamento che avrebbero fatto gli avvocati del premier e spiega: “Se gli indagati per falsa testimonianza si pentono, non solo confermano la condanna in primo grado su Berlusconi, ma di fatto aprono un nuovo filone e una nuova accusa, oltre a corruzione e induzione alla prostituzione: la corruzione di testimoni”.

Avrebbero spiegato fonti vicine alla difesa dell’ex premier all’HuffPost: “Ai giudici non gliene frega niente di condannare le olgettine. Come fecero ai tempi di tangentopoli col rito ambrosiano, mirano a far pentire i testimoni per incastrare Berlusconi”. Ieri c’era stato infine il “pentimento” di Lele Mora nel corso delle dichiarazioni spontanee tenute nell’udienza del processo Ruby2.

Redazione online