Egitto, scontri: morto fotoreporter americano. Usa invita i suoi cittadini a lasciare il paese

Raduno Fratelli Musulmani alla moschea Rabaa el Adaweya di Alessandria (Getty images)

E’ salito a quattro vittime, tra cui un fotoreporter americano, e più di 140 feriti colpiti da proiettili a pallettoni, il bilancio degli scontri che si sono verificati ieri sera ad Alessandria e in alcune città dell’Egitto, tra i manifestanti pro Mohammed Morsi e i suoi oppositori scesi in piazza ieri sera. Ad Alessandria, i primi erano radunati al piazzale davanti alla moschea Rabaa el Adaweya, i secondi nella piazza Tahrir, simbolo della primavera araba. Ma all’ora della preghiera il portavoce della Fratellanza Gehad el Haddad ha accusato i movimenti degli oppositori a Morsi di essere “teppisti” del vecchio regime, aizzando la piazza. La protesta che si è estesa anche nel resto del paese e come riferisce l’Ansa ha coinvolto anche la città di Port Said, sul Canale di Suez.

La morte del fotoreporter americano, accoltellato, è stata confermata dal portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Patrick Ventrell: “Possiamo confermare che un cittadino americano è stato ucciso ad Alessandria, in Egitto”.
Un clima di tensione e forse senza controllo in Egitto, che preoccupa l’opinione internazionale, tanto che gli Stati Uniti hanno chiesto ai cittadini americani di evitare, se non è necessario, di andare in Egitto. Questa mattina, sempre il Dipartimento di Stato Usa ha ordinato al personale diplomatico non indispensabile , assieme alle loro famiglie, a lasciare l’Egitto, almeno sino a quando la situazione nel Paese non migliorerà.

Redazione