Strage di Ustica, il governo rinuncia a ricorrere contro il maxirisarcimento

Il Dc-9 Itavia inabissato a Ustica (concessione dell'archivio di Werner Fischdick)

Come ipotizzato qualche giorno fa, in occasione del 33esimo anniversario della strage di Ustica, in cui 81 persone morirono nell’inabissamento di un Dc9 della compagnia italiana Itavia in circostanze a tutt’oggi rimaste nel mistero, l’avvocatura dello Stato ha rinunciato al ricorso contro la sentenza della Cassazione che ha previsto un maxi risarcimento in sede civile da parte dello Stato italiano nei confronti dei familiari delle vittime.

A comunicarlo una nota stampa del Governo, nella quale si legge: “Il governo non ha intenzione di impugnare per revocazione la sentenza definitiva con cui la Cassazione ha condannato lo Stato a risarcire i familiari delle vittime di Ustica”.

“Questa determinazione” – prosegue il comunicato della presidenza del Consiglio – “è motivata da ragioni giuridiche, in quanto un ricorso per revocazione in questa situazione processuale potrebbe apparire meramente dilatorio ed esporrebbe lo Stato a ulteriori spese. Ma soprattutto è motivata da ragioni di ordine etico, per il dovuto rispetto alle vittime e ai loro familiari”.

Soddisfazione per la decisione del governo è stata espressa dalla presidente dell’Associazione famigliari delle vittime di Ustica Daria Bonfietti, che, parlando all’Ansa, ha affermato: “Credo che il Governo del nostro Paese debba prendere atto delle sentenze e cercare di avere comportamenti concreti e conseguenti. Questo è un atto concreto e conseguente”.

Ha concluso la Bonfietti: “Noi parenti vivevamo come vergognoso e oltraggioso il fatto che non si volesse accettare quanto accaduto quella notte nei nostri cieli. Finalmente si sta andando in quella direzione. Finalmente si accetta che il Dc9 è stato abbattuto e che i ministeri della Difesa e dei Trasporti sono stati condannati”.

Redazione online