Natuzzi: “La cassa integrazione non basta più, occorre un piano di riordino”

Manifestazione per il lavoro (Foto: DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)

L’azienda pugliese produttrice di divani “Natuzzi” ha oggi presentato a Roma, nella sede di Confindustria, il proprio piano industriale, sostenendo: “Gli attuali organici in Italia non sono più sostenibili e tecnicamente non possono più essere gestiti attraverso la Cassa Integrazione Straordinaria, che ha già coinvolto circa 1.450 collaboratori nel 2012, dei quali 674 a zero ore”.

Prosegue l’azienda: “La risposta a questo scenario è la riorganizzazione dell’assetto italiano del Gruppo, che coinvolgerà complessivamente 1.726 dipendenti (1.580 negli stabilimenti produttivi, 146 negli uffici centrali) per i quali la società si vede costretta ad avviare le procedure di mobilità in vista della scadenza della Cassa Integrazione Straordinaria prevista per ottobre 2013. Attraverso questa riorganizzazione la Società intende salvaguardare la posizione di 2.789 lavoratori, di cui 1.449 interni e 1.340 nell’indotto”.

Natuzzi insiste: “Nonostante gli investimenti e gli sforzi della società negli ultimi anni, la crisi del mercato immobiliare e l’ulteriore calo dei consumi in Europa e in Italia impongono al Gruppo Natuzzi un obiettivo prioritario: la salvaguardia dell’azienda. Le linee guida strategiche del Piano prevedono, da un lato l’allineamento dell’attuale struttura operativa alle effettive esigenze dei mercati, e dall’altro un ritorno alla competitività, da realizzarsi attraverso forti investimenti in innovazione di prodotto e di processo, in marketing e comunicazione e nello sviluppo dei punti vendita Natuzzi Italia nel mondo”.

Conclude l’azienda: “Il Gruppo Natuzzi, che in tutti questi anni ha sempre agito in virtù della sua responsabilità sociale, è pienamente consapevole dell’impatto nel territorio derivante dalla riorganizzazione e auspica che attraverso il dialogo e l’intervento congiunto di Istituzioni, Sindacati e di Natuzzi S. p. A. possa scaturire un percorso condiviso per trovare soluzioni efficaci e sostenibili”.

Negativo il giudizio rispetto alle scelte aziendali da parte del segretario della Fillea Cgil Puglia Silvano Penna: “E’ scorretto, se dicono che questo è il primo incontro e vogliono trovare insieme soluzioni, far partire già le procedure di mobilità. Non si avviano così le procedure di mobilità, non si gioca con il coltello alla gola. Poi nel piano non c’è in nessun modo uno straccio di progettualità sull’accordo di programma da 101 milioni di euro firmato a febbraio per il rilancio del distretto”.

Redazione online