Concluso il CdM, passa il taglio delle province. Enrico Letta: “Ora tocca alle Camere”

Enrico Letta (GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato un disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle province, composto da appena tre articoli, il primo dei quali sostituisce l’articolo 114 della Costituzione: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Regioni e dallo Stato”. Inoltre l’art. 2 elimina ogni riferimento costituzionale alle province.

Si stabilisce inoltre che l’abolizione delle province non abbia oneri per lo Stato e si scrive: “Con le legge regionale nei limiti dei criteri generali definiti con legge dello Stato, sentita la popolazione regionale, possono essere istituiti e disciplinati, senza oneri per lo Stato, enti locali per l’esercizio di funzioni di governo dell’area vasta e di coordinamento dei comuni”.

La decisione arriva dopo la sentenza della Consulta che aveva dichiarato illegittimo il tentativo di abrogare le province per via ordinare. Soddisfatto il premier Enrico Letta che ha sottolineato: “Dato che manteniamo l’orientamento di dare seguito a quello che era contenuto nel discorso con cui il Governo ha ottenuto la fiducia, dove era scritto chiaramente ‘Abolizione delle Province’, abbiamo ritenuto necessario intervenire al maggior livello possibile, abrogando la parola Province da tutti gli articoli della Costituzione. Ci sentiamo vincolati a quell’impegno. Spero che il Parlamento lo approvi nel più rapido tempo possibile”.

Dopo Enrico Letta, ha parlato il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello che ha sottolineato come “quando avremo le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale, il ministro Delrio proporrà un intervento attraverso una legge ordinaria, che dia applicazione al ddl costituzionale”. Quagliariello ha anche reso nota l’attivazione di un servizio online di consultazione dei cittadini sulle riforme. Ha fatto sapere il ministro: “Ci saranno tre livelli: uno molto semplice, uno più sofisticato e uno che ha per riferimento coloro che professionalmente si occupano di riforme”.

Redazione online