Processo Ruby2, la difesa di Nicole Minetti chiede l’assoluzione

Nicole Minetti (screenshot Sky Tg 24)

Nel processo Ruby2, dopo le esternazioni di Lele Mora che hanno fatto molto discutere in quanto il manager dei vip ha parlato di “degrado e abuso di potere” riferendosi a quanto avveniva nelle cosiddette cene di Arcore, è toccato oggi alla difesa di Nicole Minetti. Paolo Righi, avvocato dell’ex consigliere regionale Pdl, ha attaccato: “Ritengo che nessuno di noi deve essere influenzato dal processo che riguarda l’ex premier”.

Ha sottolineato il legale: “E’ stato celebrato un processo in maniera corretta dal punto di vista processuale e questo dovrebbe far pensare che si tratta di un processo normale, ma non posso ritenerlo tale, c’è qualcosa che non va, che non torna, non si riesce a ricondurre questo processo alla normalità”. Si è chiesto Righi: “Non si sono telefonate tra Minetti e Mora. Dove il concorso? Con Fede c’è una telefonata e questa sarebbe la prova? Dove il rapporto tra Ruby e la Minetti? perchè deve rispondere di un reato di cui c’è il nulla probatorio?”.

Secondo l’avvocato, dunque, “Nicole Minetti non merita nessuna condanna”. Il legale dell’ex igienista dentale del premier nel corso della sua arringa ha anche attaccato la pubblica accusa, che avrebbe formulato una ricostruzione “che si fonda e si ferma alle intercettazioni telefoniche rinunciando a qualsiasi forma di approfondimento, di ricerca della verità che è lo scopo in un processo normale”.

“Nella ricostruzione dei pm le cene sono tutte uguali e addirittura tutte le ragazze sono prostitute. Basta essere attratte nell’orbita del sistema per essere automaticamente tutte prostitute”, ha proseguito ancora Righi, secondo cui c’è stata “una carenza ‘investigativa’ che è diventata carenza istruttoria”.

Nel chiedere l’assoluzione, il legale della Minetti ha bollato come “eccessiva” la richiesta di condanna a sette anni, “solo per un sms in cui Ruby gli aveva chiesto il numero del ragioniere Spinelli”.

Redazione online