Arrestato in Colombia boss della ‘ndrangheta, “importava due tonnellate di cocaina al mese”

Sequestro di cocaina in Colombia (GUILLERMO LEGARIA/AFP/Getty Images)

Con un messaggio su Twitter, il ministero della Difesa colombiano ha annunciato nelle scorse ore il clamoroso arresto del boss della ‘ndrangheta Roberto Pannunzi. Sottolinea il tweet diffuso dal ministero: “Pannunzi, noto come il Pablo Escobar dell’Italia, era l’uomo più ricercato dal Paese”. Altre fonti colombiane che fanno riferimento a rapporti dell’Interpol definiscono il criminale italiano come “il narco più ricercato dell’Europa”.

Al momento dell’arresto, avvenuto in un centro commerciale di Bogotà, Pannunzi, 67 anni, aveva una carta d’identità intestata a Silvano Martino. L’informazione del Paese sottolinea in queste ore come sia stata scoperta tempo fa una “nuova rotta del narcotraffico che arriva in Italia. I narcos fanno uscire la droga dal paese in motoscafi diretti in Centroamerica o in Ecuador. Il viaggio prosegue via container verso la Spagna, quindi in Italia”.

Da questa rotta, legata oltre che alla ‘ndrangheta anche alla mafia siciliana, passerebbero ogni mese due tonnellate di cocaina, importate per tutto il mercato europeo. Il boss venne arrestato una prima volta nel 1994, proprio in Colombia, a Medellin. Ai poliziotti che gli misero le manette, offrì un milione in contanti per provare a corromperli.

Pannunzi, originario di Siderno, è stato protagonista di due clamorose fughe, nel 1999 e nel 2010, da cliniche romane dove era ai domiciliari per problemi di salute. Secondo gli inquirenti, in Colombia si sta intensificando la presenza di criminali italiani che vivono di narcotraffico; soltanto dall’inizio dell’anno, oltre a Pannunzi, sarebbero stati arrestati dalla polizia colombiana altri tre boss italiani, due legati alla ‘ndrangheta e un terzo, Tommaso Iacomino, esponente di spicco di Cosa Nostra e in passato legato al capo dei capi Bernando Provenzano.

Redazione online