Relazione annuale dell’Agcom: “Il 37% degli italiani non ha accesso a Internet”

Computer (Getty Images)

E’ stata presentata a Roma, alla Camera dei deputati, la relazione annuale dell’Agcom sul futuro delle comunicazioni nel nostro Paese. Ha spiegato il presidente dell’Autorità Angelo Cardani: “Il processo di digitalizzazione è complesso, segna un punto di discontinuità con il passato e non ha ancora stabili modelli di interpretazione, a partire dalle sue caratterizzazioni di consumo e di produzione. Due traiettorie, quelle dell’utilizzo e dell’offerta, che pongono nuove sfide e interrogativi”.

Grave la questione del digital divide che ancora imperversa in Italia: “La rappresentazione sintetica più brutale della domanda di Internet in Italia è quella che vede il nostro Paese al quarto posto in Europa nella non invidiabile classifica del numero di individui che non ha mai avuto accesso a Internet (37,2% contro una media EU27 di 22,4%2). Allo stesso tempo siamo anche il Paese in Europa in cui gli internauti hanno la più alta frequenza di accesso”.

Ha spiegato Cardani: “una fetta di popolazione è ai margini della rete. In realtà esistono diverse velocità: i dati complessivi nazionali sono sempre meno idonei a spiegare fenomeni multiformi. Tanto che reddito, istruzione ed età sono le categorie di spiegazione più rilevanti”. Di contro, preoccupa il dato sui bambini sotto i 15 anni che crescono con la possibilità di connettersi, definiti “nativi digitali che cresceranno dando per scontato che ci sia la connessione ovunque e per fare qualsiasi cosa, indipendentemente dai dispositivi e dalla tecnologia di accesso”.

Ha proseguito Cardani: “La digitalizzazione e il crescente uso di Internet pone interrogativi sul ruolo sociale ed economico delle reti. Il web è uno strumento di servizio e scambio di merci, ma anche una piattaforma di comunicazione e interazione sociale in cui si intrecciano diritti individuali con le garanzie proprie di un mezzo di comunicazione di massa. Questi aspetti sono di vitale importanza per Agcom, istituzione i cui valori fondanti si basano sull’essere Garante delle comunicazioni”.

Cardani si è anche soffermato sul ruolo della Internet economy, che “erode quote di mercato al traffico voce e dati tradizionale; continua la crescita del traffico IP in mobilità; il video è il principale driver della crescita della domanda di traffico su web. Dunque, se le telecomunicazioni sembrano ridimensionate, il valore di Internet si estende a dismisura al diffondersi del suo utilizzo”.

Il presidente dell’Agcom ha poi descritto le sfide dell’Autorità: “Nelle telecomunicazioni, due temi che la regolazione dovrà affrontare sono sotto gli occhi di tutti: in generale il bilanciamento tra concorrenza e investimenti, più specificamente l’impatto della proposta di separazione volontaria della rete di accesso di Telecom Italia sulla non discriminazione e la parità di accesso tra operatore dominante e concorrenti. Negli ultimi anni gli investimenti in reti di nuova generazione hanno avuto il fiato corto; l’Italia sconta tra l’altro l’assenza di un mix di tecnologie che esiste negli altri paesi”.

Inoltre, “nel settore del commercio elettronico, abbiamo deciso di riesaminare il tema del diritto d’autore on line, un fascicolo scomodo oltre che difficile. L’esperienza della precedente consiliatura indica chiaramente che sarà una sorta di ‘corsa ad ostacoli’. Ci stiamo allenando”. Tre infine i pilastri dell’Agcom: “l’educazione alla legalità, la promozione dell’offerta legale19, entrambi passi di capitale importanza, lo strumento dell’enforcement, con l’adozione di un regolamento rispettoso dei principi di garanzia, ragionevolezza, proporzionalità dell’azione amministrativa”.

Redazione online