Resta alta la tensione in Egitto: Il presidente Mansour fissa le elezioni per il 2014

Manifestazione al Cairo dei sostenitori di Mohamed Morsi (Ed Giles/Getty Images)

Tensione alle stelle in Egitto, dove le proteste e gli scontri tra sostenitori e oppositori del deposto presidente dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi rischiano di fare precipitare il Paese in una guerra civile. Nelle violenze di lunedì mattina all’alba al Cairo, quando i sostenitori dell’ex presidente hanno preso d’assalto una sede della Guardia repubblicana, l’esercito ha ucciso almeno 54 persone tra i sostenitori di Morsi. I militari hanno sparato sulla folla, per difendersi hanno detto, ma i Fratelli Musulmani hanno gridato al massacro di innocenti, sostenendo che si trattava di manifestanti pacifici. Lo scontro tra i sostenitori di Morsi e i militari dell’esercito che lo hanno destituito, ha spinto i Fratelli Musulmani a lanciare un appello alla sollevazione popolare.

Ieri pomeriggio, al Cairo, una conferenza stampa indetta dall’esercito per riferire su quanto accaduto davanti alla sede della Guardia repubblicana è stata interrotta da contestazioni e e tensioni.

Intanto, il neo presidente egiziano Adly Mansour ha stabilito con decreto nuove elezioni politiche, che dovranno svolgersi nel 2014, non prima comunque che la Costituzione egiziana, voluta dai Fratelli Musulmani, non sarà emendata. L’Iter per la riforma della Costituzione dovrebbe essere il seguente: nomina di una commissione costituzionale entro quindici giorni, commissione che dovrà presentare entro due mesi gli emendamenti alla Costituzione, al momento sospesa. Gli emendamenti così introdotti dovranno poi essere sottoposti, entro un mese, a referendum popolare. Quindi nei due mesi successivi al referendum si terranno le elezioni parlamentari. Nel complesso, se l’iter verrà rispettato, le elezioni dovrebbero svolgersi tra circa sei mesi, all’inizio del 2014. Anche se nel decreto non si precisa se per avvio delle elezioni si intenda lo svolgimento del voto oppure la semplice presentazione delle liste di candidati. Non è stata invece indicata ancora una data per le elezioni presidenziali.

Mentre l’esercito avverte di non minacciare la sicurezza nazionale, i sostenitori dei Fratelli Musulmani tornano in piazza. La situazione egiziana suscita profonda preoccupazione nel segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, che ha chiesto alle parti in conflitto la “massima moderazione”, oltre ad un’inchiesta indipendente sulle violenze di ieri mattina davanti alla sede della Guardia Repubblicana al Cairo.

Redazione

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