Datagate: ancora incerta la destinazione di Snowden. Osa condanna paesi coinvolti nel caso del volo presidenziale boliviano

Edward Snowden (video youtube)

La spystory potrebbe facilmente diventare un gioco di scommesse su dove andrà il ventinovenne informatico Edward Snowden ricercato oramai da più di un mese dagli Stati Uniti per aver diffuso documenti segreti del programma di sorveglianza “Prism”.
Una vicenda che tiene sospesi i media che hanno seguito tutte le tappe delle vicissitudine affrontate dall’informatico bloccato dal 23 giugno nell’area transito di un aeroporto di Mosca.

Stando a quanto riportano i media, Snowden, al quale il Venezuela ha concesso l’asilo politico “per dignità”, non avrebbe “ancora accettato ufficialmente” l’offerta. E’ quanto emerge dal commento pubblicato sul sito di Wikileaks in cui l’organizzazione scrive che “fino ad ora Snowden non ha confermato la sua intenzione di chiedere asilo al Venezuela. Gli Stati interessati faranno un annuncio se e quando sarà opportuno. Sarà nostra cura confermare questo annuncio”, sottolinea la nota.

Wikileaks smentisce le dichiarazioni del presidente della Commissione Affari Esteri della Camera bassa russa Alexei Puchkov che su Twitter aveva scritto un messaggio, poi cancellato, in cui diceva che Snowden aveva accettato la richiesta del Venezuela.

RELAZIONI DIPLOMATICHE
Ma se da una parte si attende con ansia l’epilogo della storia dell’asilo politico di Snowden, dall’altra, sul piano internazionale lo scandalo Datagate continua a gravare sulle relazioni diplomatiche.
L’Organizzazione degli Stati americani (Osa) intanto ha sollecitato le scuse dei paesi che hanno negato l’autorizzazione al sorvolo dell’aereo presidenziale boliviano che lo scorso 2 luglio è stato costretto ad attendere all’aeroporto di Vienna per oltre 14 ore il lasciapassare di Francia, Portogallo, Italia e Spagna,.
Dalla riunione del Consiglio permanente dell’Osa che si è tenuta ieri, i paesi membri dell’Osa escluso Usa, Canada e Panama hanno approvato una risoluzione in cui si sollecitano “le necessarie spiegazioni” sull’accaduto e “le scuse corrispondenti”. L’Osa ha anche condannato “comportamenti che violano le norme e i principi basilari del diritto internazionale, come l’inviolabilità dei Capi di Stato”.

SPIONAGGIO INTERNAZIONALE
Gli ultimi risvolti della vicenda di spionaggio si concentrano sulla caso di una sorta di mappa top secret che rivelerebbe l’implicazione dell’Australia dove sembrerebbe che vi siano quattro siti di comunicazioni satellitari strategici per la raccolta globale di dati da parte degli Stati Uniti.

Come riporta Tmnews, la mappa indicherebbe la stazione di tracking satellitare, impianto congiunto Usa-Australia, di Pine Gap nel centro del continente, la stazione di comunicazioni satellitari della Difesa australiana presso Geraldton in Australia Occidentale e la stazione ricevente di Shoal Bay presso Darwin nel nord ma anche una stazione di comunicazione navale presso la capitale federale Canberra.

L’accesso alla mappa sarebbe stato ristretto ad un personale accreditato di Usa, Australia, Canada, Gran Bretagna e Nuova Zelanda. Un fatto eclatante di condivisione dati sul quale al momento l’Australia non intende fare dichiarazioni.

La mappa che Snowden ha dato al giornalista americano Glenn Greenwald, avrebbe già suscitato proteste in vari paesi europei e in Brasile.
Tanto che il governo brasiliano ha deciso di appellarsi all’Onu per appurare le denunce di spionaggio Usa in territorio brasiliano: secondo il Brasile, se la tesi delle intercettazioni di telefonate ed email sarà provata, vi sarebbe una violazione della sovranità nazionale e dei diritti umani.

Redazione