Lussemburgo: si dimette il premier Jean-Claude Juncker

Jean-Claude Juncker, premier del Lussemburgo (Getty images)

Il premier del Lussemburgo Jean-Claude Juncker è stato costretto a dimettersi dopo un’inchiesta sulle intercettazioni illegali condotte dai servizi segreti deviati a scapito di numerosi cittadini.
E’ quanto emerge dal rapporto di una commissione d’inchiesta sui servizi segreti Srel presentata, ieri, in ambito di una riunione parlamentare al termine della quale dopo aver richiesto il voto di fiducia, Juncker ha annunciato di dimettersi, pur negando il proprio coinvolgimento nell’affare: “Con tutta la buona volontà non posso riconoscere nessuna responsabilità personale di natura soggettiva”, ha sottolineato Juncker.
Il premier alla guida del Granducato da 18 anni e membro del governo da 30 anni ha successivamente convocato una riunione per oggi: “Convoco per domani alle 10 una riunione del governo e dopo presenterò le dimissioni al granduca. Constato che una maggioranza della Camera vuole le elezioni anticipate. Non ho altra scelta che presentare le dimissioni del governo”.
Stando a quanto trapelato dai media, le elezioni anticipate potrebbero svolgersi probabilmente il 20 ottobre.

Il dossier sul caso di spionaggio avrebbe evidenziato il mancato monitoraggio di Juncker che, formalmente a capo dell’intelligence, non avrebbe controllato a dovere le operazioni della Srel.
L’organizzazione si sarebbe comportata come una “struttura di polizia segreta”: migliaia di intercettazioni illegali, missioni condotte al fuori dal mandato e sempre secondo il dossier, la struttura avrebbe addirittura fatto operazioni finanziarie e commerciali, rivendendo delle berline di grossa cilindrata. Tutte vicende di cui Juncker era al corrente e contro le quali non avrebbe agito. Il premier lussemburghese è stato anche accusato di avere infiltrato il suo ex autista nello Srel.
Come riporta l’Ansa, anche il Grand Duca Henri sarebbe coinvolto nel caso, in quanto sarebbe stato in contatto con i servizi segreti britannici e avrebbe costituito un falso dossier di pedofilia contro il procuratore generale che voleva indagare su una serie di attentati compiuti a metà anni Ottanta.

Uno scandalo al quale si aggiunge un malessere economico e politico del paese: il premier sarebbe stato troppo occupato con l’Eurogruppo a gestire la crisi dell’eurozona, tralasciando le problematiche interne.”Riguardando agli ultimi 30 anni, direi che durante i primi dieci avrei dovuto essere più indulgente nei confronti degli altri, mentre gli ultimi tre avrei dovuto esserlo meno”, aveva ammesso Juncker recentemente.

Redazione