Vaticano, Papa Francesco promuove la riforma del sistema penale

Papa Francesco (Foto: Spencer Platt/Getty Images)

Con una Lettera Apostolica pubblicata in forma di motu proprio, Papa Francesco ha reso note le modifiche alle leggi in materia penale e di sanzioni amministrative elaborate per la Santa Sede e lo Stato Vaticano. Ha scritto il Pontefice: “Ai nostri tempi il bene comune è sempre più minacciato dalla criminalità transnazionale e organizzata, dall’uso improprio del mercato e dell’economia, nonché dal terrorismo. È quindi necessario che la comunità internazionale adotti idonei strumenti giuridici”.

Questi strumenti, per il Papa, devono permettere di “prevenire e contrastare la criminalità, favorendo la cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale”. In questo senso va dunque letta la riforma del sistema penale vaticano attuata in continuità con le azioni intraprese a partire dal 2010 durante il pontificato di Benedetto XVI.

I riferimenti legislativi della Santa Sede, secondo quanto scrive la Sala Stampa Vaticana in un comunicato, sono in particolare alcune Convenzioni: “le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 contro i crimini di guerra; la Convenzione internazionale del 1965 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; la Convenzione del 1984 contro la tortura ed altre pene, o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo ed i suoi Protocolli facoltativi del 2000”.

La Sala Stampa Vaticana “segnala l’avvenuta introduzione del delitto di tortura e l’ampia definizione della categoria dei delitti contro i minori (tra i quali la vendita, la prostituzione, l’arruolamento e la violenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori). Sono state introdotte anche figure criminose relative ai delitti contro l’umanità, cui è stato dedicato un titolo a parte”.

Inoltre, “si è anche introdotto un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie. Poi, sono stati introdotti i principi generali del giusto processo entro un termine ragionevole e della presunzione di innocenza dell’imputato, e sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell’Autorità giudiziaria”.

In definitiva, conclude il comunicato della Santa Sede, gli interventi normativi “si collocano nella direzione di un aggiornamento volto a dare maggiore sistematicità e completezza al sistema normativo vaticano”.

Redazione online