Ineleggibilità di Berlusconi, Beppe Grillo critica la proposta del Pd

Beppe Grillo in conferenza stampa (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha postato sul suo blog un intervento contro la proposta avanzata dal Partito Democratico di modificare la legge sull’ineleggibilità in incompatibilità di cariche, in modo da consentire all’ex premier Silvio Berlusconi la scelta se restare in Senato e cedere le proprie quote azionarie nelle società ovvero di fare il contrario.

Ha sostenuto Grillo: “Ineleggibile o incompatibile? Salvare ancora Berlusconi o dopo vent’anni di inciuci dimostrare di essere qualcosa di più di un ectoplasma politico? Questo è il problema per il pdmenoelle. Se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi dell’opinione pubblica, i sassi e i dardi della propria sepolta coscienza, o buttar fuori dal Parlamento un evasore ineleggibile. Tale dilemma non esiste”.

Ha proseguito il leader del Movimento 5 Stelle: “Di fronte alla improvvisa perdita del suo azionista di riferimento per ineleggibilità, il pdmenoelle non ha avuto esitazioni: ha certificato la propria “non esistenza”, sulla quale pochi in realtà avevano dei dubbi. I parlamentari pdmenoellini Luigi Zanda e Massimo Mucchetti hanno presentato un disegno di legge per modificare la legge 361 del 1957 sulla ineleggibilità per i casi di conflitto di interesse sostituendola con il principio di incompatibilità. Berlusconi avrà quindi un anno per scegliere fra le sue aziende o la politica. Nel frattempo potrà rimanere tranquillamente in Parlamento invece di esserne cacciato. Senatore tra i senatori”.

“Il provvedimento di urgenza che, se approvato, sarà già esecutivo il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, è stato reso necessario, improrogabile, dalla richiesta del MoVimento 5 Stelle di dichiarare ineleggibile Berlusconi a norma di legge. Una legge mai fatta applicare dai governi del pdmenoelle dall’ingresso in Parlamento di Berlusconi nei primi anni ’90, chissà perché”, ha detto ancora Grillo, indicando poi i nomi dei 23 senatori firmatari della pdl e concludendo: “Per gli amici del giaguaro, quelli che dovevano smacchiarlo, le leggi che lo riguardano non si applicano e, se si è costretti a farlo, si cambiano”.

Redazione online